Miley Cyrus: “l’omofobia è una malattia sociale”, litiga con un fan su Twitter

Miley Cyrus: “l’omofobia è una malattia sociale”, litiga con un fan su Twitter

05
Giu
2012
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Nonostante le voci sui suoi presunti problemi di anoressia e autolesionismo, l’ex star Disney Miley Cyrus (ora 19enne) sembra condurre una vita all’insegna della riservatezza e di una nuova maturità che probabilmente in pochi si sarebbero aspettati da lei: dopo le dichiarazioni su come le ragazze di oggi non dovrebbero usare il sesso come metro per la propria autostima, Miley ha preso apertamente una posizione ben chiara sul delicato problema dell’omofobia e dell’accettazione sociale:

 

Due giorni fa, durante una passeggiata con uno dei tanti cani abbandonati che ha accolto in casa sua, Miley ha fotografato la sua spilletta con lo slogan “l’omofobia è una malattia sociale” e ha provveduto a pubblicarla su Twitter con orgoglio, affermando: “Questa spilla è indubbiamente il mio accessorio preferito per la giornata. Smettiamola di diffondere odio“. Indubbiamente una posizione singolare per una cattolica praticante, specie considerando la rigidità che caratterizza gran parte della comunità cattolica americana a riguardo.

La cosa pare non essere andata giù a qualcuno dei suoi 5,8 milioni di follower; in risposta alla fotografia, un suo follower le ha scritto: “Non si tratta di diffondere odio ma la verità e ciò che è giusto“.

La giovane cantante non si è certo tirata indietro alla provocazione  e ha risposto senza troppi complimenti: “Beh, quello che stai affermando è sacrilego perchè non sei Dio, e Dio afferma che è Lui e l’unico che potrà giudicare“, affiancato dal tag “mostra l’amore e la luce di Dio”.

Il follower in questione ha continuato a commentare la vicenda con commenti quali “mi sembra ovvio di non essere Dio. Dio ha creato Adamo ed Eva, non Adamo e Steve“, ma non ha più ricevuto risposta da Miley.

 

Si è trattato di un episodio piccolo ma significativo, che ha sicuramente messo in luce un punto di vista un po’ più compassionevole e progressista di ciò che siamo abituati a sentire circa la comunità tradizionalista cattolica americana.