Gli album che hanno fatto da colonna sonora al 2019, da Madonna a Tiziano Ferro

27
Dic
2019
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Il 2019 è stato un anno ricco, musicalmente parlando: il mercato discografico, sia nazionale che internazionale, ha visto tanti grandi ritorni, tanti nuovi arrivi ma anche tantissime inaspettate sorprese. A stilare la classifica, come di consueto, delle colonne sonore di questi ultimi 12 mesi è TgCom24.

Divisa tra pubblicazioni nazionali e pubblicazioni internazionali, la lista degli album più importanti di questo ultimo anno contiene, tra quelli noti, importantissimi nomi della musica.

I DISCHI MADE IN ITALY – Dopo aver vinto (con qualche polemica) il Festival di Sanremo con “Soldi”, Mahmood ha pubblicato a febbraio il suo album di debutto “Gioventù bruciata”. Il rapper milanese non è stato l’unico a creare scandalo all’ Ariston. Achille Lauro con la sua “Roll Royce“, tratta da “1969”, è stato protagonista dei primi mesi del 2019. In primavera, insieme ai fiori, sono rispuntate due certezze del cantautorato italiano: Ligabue con “Start” e Coez con la positività di “E’ sempre bello“.  Dopo i tormentoni estivi, Emma (“Fortuna”) e Marracash (“Persona“) hanno inaugurato l’autunno caldo della musica. Insieme a loro sono tornati sulla scena anche Zucchero (“D.O.C.“), Gianna Nannini (“La differenza“), Tiziano Ferro (“Accetto Miracoli”) e la coppia Mina/Ivano Fossati (“Mina Fossati”).

GLI ALBUM INTERNAZIONALI –  Sul fronte internazionale è stato l’anno del ritorno di star del calibro di Madonna, che per “Madame X” si è trasformata in una dominatrice fetish, e Bruce Springsteen (“Western Stars“). Il 2019 è stato costellato da molte presenze femminili: il debutto di Billie Eilish (“When We All Fall Asleep, Where Do We Go?“), la consacrazione di Camila Cabelo (“Romance”), senza dimenticare Ariana Grande (“Thank U, Next“), Lana Del Rey (“Norman Fucking Rockwell!”) e la reginetta country-pop Taylor Swift (“Lover”).  Tra la voci maschili spiccano quelle dei Coldplay (“Everyday Life“), di Nick Cave and The Bad Seeds (“Ghosteen”) e di Kaney West che dopo la svolta mistica è tornato in scena con un disco dalle sonorità gospel (“Jesus is King”). 

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