Enrico Ruggeri “Le cose rivoluzionarie le fanno solo i ricchi”

30
Mag
2019
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Senza peli sulla lingua, Enrico Ruggeri interviene ai microfoni di “The Shooter”, il programma di Pop Economy condotto da Michele Monina. Si parla di musica e di prodotti musicali e su questo tema l’artista espone il suo punto di vista.

Musica innovativa? Non è per tutti. Questo quello che Ruggeri ha detto in trasmissione, soffermandosi a lungo sul fatto che per creare qualcosa di davvero innovativo ci voglio i fondi, di conseguenza per avere questo devi semplicemente essere ricco.

“L’economia e la musica hanno sempre viaggiato su percorsi assolutamente divergenti – spiega Ruggeri – Se arriva un ragazzino dal Sud o dal paesino e che vince il talent, non puoi chiedergli di fare la rivoluzione. Quello a mala pena deve sperare che la radio gli passi il pezzo e di rimanere un po’ lì, mantenere la famiglia, avere il riscatto sociale; se invece hai una solidità economica, puoi permetterti di fare le cose che ti piacciono”.

Nella sua vesione della musica parla anche di come sia cambiato quel mondo da ieri ad oggi, dove proprio oggi a guadagnare non sarebbero gli artisti “Lo scenario di adesso è quello della musica digitale, dove guadagnano solo le case discografiche e non gli artisti. Un artista di vertice, se gli fai i conti in tasca sugli utili di Spotify, guadagna molto meno di quella che viene a casa a tenermi i bambini”.

Infine ha concluso citando i grandi nomi della musica italiana “Io una volta presi in giro Morandi, gli dissi: – quando tu alla fine degli anni’60 vendevi un sacco di dischi, l’RCA usava i tuoi soldi per finanziare il primo album di De Gregori, di Venditti, di questi che all’inizio non vendevano… Tu ti scavavi la fossa da solo, finanziando i tuoi curatori fallimentari”.