Caso Prince: il cantante aveva contratto l’HIV 20 anni fa

29
Apr
2016
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Passano i giorni e iniziano ad emergere alcune notizie riguardo all’autore di Purple Rain, successo mondiale, scomparso il 21 Aprile nella sua casa-studio di Chanhassen in Minnesota.

Prince sapeva di essere malato, aveva contratto l’HIV negli anni 90 e, secondo una fonte anonima dell’ambiente discografico che ha contattato il National Enquirer, il cantante aspettava la morte. Al momento del decesso pesava solo 36kg e, dopo l’analisi medica, i medici hanno evidenziato come egli avesse un emocromo insolitamente basso e che la sua temperatura corporea era scesa sotto ai limiti normali (dai normali 36,7gradi a solo 34,4gradi). Ad aggiungersi a questi fattori, anche il fatto che la sua pelle “raccontava” la malattia: viso giallastro, pelle del collo cadente, punta delle dita delle mani color giallo-brunastro.

Sono ancora tantissimi i punti da chiarire: l’antidolorifico Percocet da cui sembrava dipendere nell’ultimo periodo di vita, il malore in aereo del 15 aprile dovuto ad un’overdose di oppiacei e il successivo ricovero in ospedale del 16 aprile, il rifiuto di ogni tipo di cura per motivi religiosi (Prince era diventato Testimone di Geova dal 2003) e infine anche la notizia della cancellazione del suo tour europeo di Novembre, apparentemente per motivi legati agli attacchi terroristici.

A confermare il fatto che Prince si era arreso davanti a questa malattia, una frase che spesso ripeteva agli amici e a tutti coloro che gli sono stati accanto fino alla fine “Solo Dio può Salvarmi”. 

A fare però una gran notizia oggi è il suo patrimonio immenso e la gestione della sua eredità per la quale non è stato lasciato alcun testamento: la banca Bremer Trust è stata nominata come amministratore speciale per la gestione di questo patrimonio, che sarà diviso in modo uguale tra la sorella Tyka, le due sorellastre ed il fratellastro.