Nuova udienza per concedere la libertà vigilata all’uomo che 32 anni fa uccise John Lennon

20
Ago
2012
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Tra qualche giorno si terrà una nuova udienza per stabilire se concedere o meno la libertà vigilata a Mark David Chapman, l’uomo che uccise John Lennon l’8 dicembre del 1980. Per la settima volta, l’assassino di John Lennon cercherà di ottenere la libertà condizionale.

Mark David Chapman attese il cantante dei Beatles fuori dal suo appartamento di Manhattan, a New York, e lo uccise freddamente con quattro colpi di pistola, in quel freddo inverno del 1980. L’uomo fu arrestato sul luogo del delitto, fin dall’inizio si dichiarò colpevole e fu condannato a ricevere un trattamento psichiatrico e a una pena compresa tra i 20 anni di prigione e il carcere a vita, che ora sta scontando al Wende Correctional Facility di Alden di New York.

Secondo il sistema giudiziario americano, dopo vent’anni di detenzione un condannato all’ergastolo ha diritto di vedere discussa la possibilità della concessione della libertà vigilata, per buona condotta in carcere. Le udienze si sono tenute a partire dal 2000 ogni due anni e la sua ultima domanda di libertà è stata respinta nel 2010 perchè considerata “inappropriata e incompatibile con il benessere della comunità” dalla New York State Division of Parole, la commissione che si occupa di giudicare le richieste dei carcerati.

Tutte le richieste fin’ora si sono sempre concluse con la negazione della concessione, alleviando il dolore di Yoko Ono, la vedova di Lennon; la donna, sollevata alla notizia di ogni negazione di libertà condizionale, ha sempre sostenuto di temere per la propria vita e quella dei due figli di John, Julian e Sean, nel caso Chapman fosse rimesso in libertà.

Difficilmente verrà concessa la libertà vigilata a Chapman, e anche questa volta crediamo rimarrà dietro le sbarre, poichè dietro quest’omicidio vi è anche una forte pressione mediatica: i membri della commissione sono perfettamente consapevoli del fatto che una eventuale concessione della libertà vigilata a Chapman susciterebbe una forte reazione pubblica.