Cesare Cremonini si racconta nel libro “Let them talk – Ogni canzone è una storia”

Cesare Cremonini si racconta nel libro “Let them talk – Ogni canzone è una storia”

06
Nov
2020
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Cesare Cremonini si racconta, con le sue contraddizioni, la gioia per la vita e i suoi lati oscuri, in ‘Let them talk – Ogni canzone e’ una storia’ che sara’ in libreria il 1 dicembre per Mondadori.

Esce il 1 dicembre per Mondadori “LET THEM TALK – Ogni canzone è una storia”, un libro in cui la musica diviene un concerto di parole: sulle mie canzoni e sulla mia vita, del passato ma anche del presente e del futuro, di una generazione e del suo modo di pensare.
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“Questo libro non cercherà di raccontare le mie diversità, ciò che mi rende unico per i dolori vissuti, per le cadute o per le fortune e i successi. Al contrario. È nato, come tutte le mie canzoni, per far omaggiare la vita e far incontrare la mia storia con quelle di chi vi entra o ci passa accanto. Le canzoni, tutte le canzoni, sono piene di metafore convincenti, ma quella che preferisco è già qui, la state leggendo. Anche Tu, come Me”.

All’interno del volume una postfazione firmata da Michele Monina, che ha curato il volume.

“Faccio canzoni solo quando trovo un punto di incontro. Con vite devastate, vissute fino in fondo. Con gli uomini e le donne che hanno gia’ amato, sofferto e dato. Anche se le mie canzoni restano sospese in un sentimento leggero, che tende alla gioia, e’ proprio in quelle vite che trovo l’interlocutore ideale, nel punto di contatto in cui siamo fragili. E’ li’ che finiamo per somigliarci tutti” dice Cremonini, caso unico nel panorama musicale italiano del nuovo millennio.

A 40 anni si racconta così: “Sono stato un figlio che sfuggiva alle regole borghesi della famiglia pur assimilandone i comandamenti, per nulla impaurito dall’idea della fuga verso il mondo esterno, anzi attratto dagli sguardi degli altri. Un figlio che scriveva in continuazione, recitava, ballava, inventava…”.

Cresciuto in una famiglia indifferente alla musica, mentre lui si scopriva piccolo pianista ossessionato dalle note, fino alla ribellione, al travestimento, alla fuga e al successo improvviso, travolgente, dice: “Non sono soltanto un cantante. Questa parola di cui si abusa mi rappresenta solo in parte. Sono un uomo, e se oltre a un uomo sono davvero un artista, questo fa un artista: getta su un foglio quel che percepisce come imminente, senza sapere quando e per chi accadra’”.

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