Alessio Bernabei canta Luigi Tenco e scrive “Non sono mai stato veramente sincero con voi”

16
Lug
2019
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Un video in cui viene intonato uno dei brani più belli della discografia di Luigi Tenco, Mi sono innamorato di te, e poi una lettera che invece porta la sua firma, quella di Alessio Bernabei.

Una “missiva” destinata ai fan del giovane cantante in cui, forse per la prima volta, si racconta a cuore aperto, rivelando fin da subito che con loro “Non è mai stato veramente sincero”.

Non si parla di droghe o di alcol precisa lui, ma di qualcosa che va molto oltre, di qualcosa di molto più profondo.

La riflessione del giovane artista è qualcosa che non ci saremmo mai aspettati.

Non sono mai stato veramente sincero con voi.
Non ho mai fatto uso di droghe, ho sempre odiato l’alcool. Perché qualunque cosa che mi renda fuori controllo, fuori di me, mi fa sempre paura. Ho sempre voluto essere lucido.
Mi sono sempre preoccupato per ogni minimo male o dolore, sono un insopportabile ipocondriaco. Però ogni persona possiede una caratteristica che la rende unica da tutto il resto. E ho imparato ad accettarmi. Ho imparato ad accettare che mi annoia il calcio, che quando i miei amici prendevano un pallone, io facevo finta che la mamma mi avesse chiamato per cena.
Ho imparato ad accettare che i personaggi dei film e dei cartoni animati non esistono e mai esisteranno, così ho sempre fatto finta che la mia vita fosse un film. Soprattutto quando mi viene da piangere sopra ad un palco.
Ho imparato ad accettare che mi sento solo la domenica sera e che amo più il lunedì perché mi da la speranza che c’è sempre qualcosa da ricostruire.
Ho imparato a vedermi sincero allo specchio.
Ho imparato che svegliarmi la mattina mi fa sentire vivo perché svegliarsi il pomeriggio ti fa bruciare mezza vita.
Ho imparato ad amare vedere la mia famiglia, in cucina, d’estate, abbronzata, col ventilatore acceso e sentirmi al sicuro.
Ho imparato che gli attacchi di panico tornano quando nella vita devo morire e poi rinascere un’altra volta perché è sempre un ciclo che si ripete.
Ho imparato che nella vita esiste l’invidia delle persone e ho cominciato ad amarla perché in fondo in fondo invidiosi un po’ tutti almeno una volta lo siamo stati.
Ho imparato ad accettare il mio disagio in mezzo alle persone e sentire la voglia di voler essere sempre in un altro posto.
Mi pento di non aver registrato i miei nonni che mi parlavano della guerra prima che se ne andassero da me.
Mi pento di non aver detto “ti amo” alla vita tante volte.
Ho accettato la paura di dover diventare uomo e non essere più un bambino. Perché questa società non vuole che giochiamo. Noi tutti non giochiamo più. E forse giocare in realtà è la cosa più adulta che sia mai esistita.
Ho imparato ad accettare le persone che credevano in me ed ora non lo fanno più, perché molte volte davanti ad alcuni non riesci a mostrare chi sei veramente.
Ho imparato a suonare la chitarra quando sembrava impossibile ma era la folla nella mia testa che mi dava la forza.
Ho capito che arrivare fino a qui in realtà è stato faticoso e che spero dei tre porcellini io sia quello con la casa fatta di mattoni.
Ho imparato che essere tristi serve ad assaporare al meglio la felicità.
Ho capito che l’arma più forte è mettere il dolore dentro una canzone.
Ho capito che essere troppo buoni permette alla gente di farsi il gioco di te. Ma come fai a cambiare chi sei?
Ho capito che i momenti persi non torneranno mai più, perché ancora una macchina del tempo non l’abbiamo inventata.
Non vi ho mai detto che un sorriso o una lacrima che vedo sotto ad un palco, mi dona un attimo di vita in più.
Sto imparando a volermi bene.
Mi sono innamorato di te.

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