Volterra capitale della cultura 2021: Bocelli e Cristicchi sostengono la candidatura

20
Feb
2020
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Il tenore Andrea Bocelli, il cantautore e attore Simone Cristicchi, il drammaturgo e regista Armando Punzo e il coreografo e ballerino Virgilio Sieni sono i primi artisti che sostengono la candidatura di Volterra a Capitale italiana della cultura 2021, unendosi al coro di adesioni che conta anche 47 Comuni del territorio toscano, più di 119 enti e associazioni.

Volterra è un modello di cultura, armonia e bellezza, secondo Andrea Bocelli. Volterra, per Simone Cristicchi, rappresenta l’Italia intera, come centro e luogo di cultura. 

Il tenore e cantante Andrea Bocelli, il cantautore e attore Simone Cristicchi, il drammaturgo e regista Armando Punzo e il coreografo e ballerino Virgilio Sieni sono i primi artisti che sostengono la candidatura di Volterra Capitale italiana della cultura 2021, unendosi al coro di adesioni che conta anche 47 Comuni del territorio toscano, più di 119 enti e associazioni, il team di giovani di tutta Italia che ha partecipato al progetto di costruzione della candidatura e l’intera comunità cittadina.

“L’ipotesi di decretare Volterra capitale italiana della Cultura 2021 – spiega Andrea Bocelli – mi trova convinto ed entusiasta sostenitore, per una quantità di motivazioni oggettive e per altre private. Parto da quest’ultime, certo le meno pregnanti per la comunità e però personalmente le più emozionanti: a Volterra mi precipitai, nel 1995, alla vigilia della finale del 45° Festival di Sanremo (dov’ero in gara con il brano “Con te partirò”), per abbracciare il mio primogenito, Amos, venuto alla luce proprio nello splendore dell’antica città di pietra e alabastro. Ma il rapporto tra la mia famiglia e Volterra si allunga all’indietro, nei secoli, giacchè i Bocelli nel diciottesimo secolo erano mezzadri presso i possedimenti della poco distante villa di Spedaletto, già proprietà di Lorenzo il Magnifico poi passata ai principi Corsini. Anche dalla mia amata Lajatico, il paese dove sono nato e cresciuto, ho sempre percepito l’eco della meraviglia della “città di vento e di macigno”, per usare le parole del D’Annunzio: Vate novecentesco che a Volterra non a caso ambientò il suo celebre romanzo “Forse che sì forse che no”, dimostrando una speciale attenzione per l’incantevole località etrusca. Ed è facile raggiungerla, seguendo il morbido percorso lungo le Strade del Vino, tra le onde verdi delle alture e i filari dei cipressi, tra i vigneti e i campi coltivati a cereali oppure quelli destinati al pascolo. L’antica, etrusca città-stato, poi la medievale Volterra, con voce antica e potente è sempre in grado di ispirare e restituire attualissimi messaggi a chiunque vi si approcci. Maestra di bellezza, è un capolavoro insieme della natura e dell’uomo: centro elevato sopra un mare prosciugato, domina gli strapiombi delle “balze”. E dall’alto racconta la propria storia, fra la morbidezza traslucida dell’alabastro e la magnificenza monocromatica della pietra. Impossibile non rimanere incantati dall’imponenza delle sue case-torri, dai suoi monumenti, dai capolavori pittorici che custodisce, dal teatro romano del I secolo avanti Cristo, il Duomo romanico, il Palazzo dei Priori… In più, vivace centro d’arte, di festival e di celebri, felici esperienze creative e sociali, credo che questo gioiello urbano toscano esprima il perfetto candidato a incarnare nel terzo millennio un modello di cultura, di armonia e di bellezza”.

“Sono molto affezionato a Volterra – racconta Simone Cristicchi -. Ho lavorato a stretto contatto con questa città per le ricerche che ho svolto all’interno dell’ex manicomio con l’obiettivo di mettere in luce quella che era la realtà dell’ospedale psichiatrico fino agli anni ’80. Da quell’esperienza ha preso forma lo spettacolo “Lettere dal manicomio” dal libro “Centro di Igiene Mentale” pubblicato da Mondadori; ma Volterra è stata soprattutto l’ispiratrice della canzone che ha vinto il Festival di Sanremo nel 2007 “Ti regalerò una rosa”, nata dal racconto di un’infermiera che ha lavorato proprio nell’ex manicomio. Oltre a questa struttura, ovviamente, ci sono tantissime meraviglie nella città e credo sia giusto e doveroso che Volterra rappresenti l’Italia come un centro, un luogo di cultura”.

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