Addio a Claudio Lolli, icona della musica anni ‘70

18
Ago
2018
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Il cantautore Claudio Lolli è morto venerdì 17 agosto dopo una lunga malattia. Aveva 68 anni. 

All’inizio della sua carriera capitava di ascoltarlo nelle leggendaria Osteria della Dame a Bologna, prima dei concerti di Francesco Guccini. Claudio Lolli è stato uno dei cantautori simbolo della scena italiana degli anni ’70.

“La musica mi ha salvato la vita dalla banalità” raccontò in un’intervista “è uno scopo: cercare di guardare la realtà con occhi diversi e raccontarla”.

Nato a Bologna, classe 1950, fa il suo debutto con “Aspettando Godot” nel 1973 grazie all’appoggio di Francesco Guccini, ma è con “Ho visto anche degli zingari felici” (1976) che Lolli si afferma nel panorama cantautorale di quegli anni. 

Lolli nella sua carriera ha cantato un po’ di tutto: politica, amicizia, piloti (Villeneuve) e della sua città (Angolo B, con gli Skiantos). Laureato in lettere, professore, poeta e musicista ormai part time, nonostante la ventina di album incisi, Lolli rinasce grazie alle nuove leve del rock indipendente, come il gruppo Il parto delle nuvole pesanti, con le quali ripensa le sue canzoni. Nel 2017 vince la Targa Tenco nella categoria Miglior disco dell’anno con l’album Il grande freddo, realizzato grazie a una raccolta di fondi in Rete.