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Sfera Ebbasta duetta con Lous and the Yakuza in “Je ne sais pas”
24Feb
2021
Lous and the Yakuza e Sfera Ebbasta uniscono il loro talento in “Je Ne Sais Pas“, il nuovo brano della giovane artista belga-congolese e attivista, fuori ovunque da domani a mezzanotte.
L’artista rivelazione del panorama internazionale ha invitato il rapper multiplatino Sfera Ebbasta e Shablo, uno dei producer italiani del momento per creare questo nuovo straordinario brano.
Il brano è una ballad moderna e malinconica, una sorta di introspezione sulle battute d’arresto della vita dell’artista, che trova sicuramente una risonanza speciale nel contesto attuale. Lous e Sfera uniscono con grazia le loro voci e le loro energie in questo brano, lavorando come un voluttuoso e reciproco rimedio ai loro dubbi.
Lous ha attirato l’attenzione del pubblico internazionale con la travolgente “Dilemme”, che è stata certificata PLATINO in Italia con più di 35 milioni di stream e ha raggiunto la Top 50 della classifica airplay di Earone, seguita da “Tout Est Gore”, “Solo”, e più recentemente dall’ultimo singolo “Amigo”.
Sfera Ebbasta è l’artista italiano dei record con oltre 1,5 miliardi di stream su Spotify, oltre 550 milioni di views su YouTube, oltre 4 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e 87 dischi di platino (tra album e singoli). Il suo ultimo album “Famoso”, uscito alla fine del 2020, è già doppio disco di platino ed è stato arricchito anche dall’uscita di Tik Tok RMX feat. Marracash, Guè Pequeno, Paky, Geolier.
“Je ne sais pas” segue l’uscita di Gore, l’album di debutto di Lous and the Yakuza e che ha segnato una svolta nel panorama musicale internazionale.
“Gore”, composto da 10 tracce scritte interamente in francese, è stato prodotto dallo spagnolo El Guincho (Rosalía).
Con El Guincho, Lous ha creato un album senza tempo che parla della sua identità unica sia come persona che come artista. In questo album, la giovane stella nascente del panorama internazionale tratta svariate tematiche come la resistenza, la resilienza, la sensualità e la bellezza.
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Willie Peyote all’Ariston porta la battaglia per le riaperture
24Feb
2021
Non c’è pandemia o virus nella canzone di Willie Peyote, il brano Mai dire mai (La Locura) è candidato al premio della critica Mia Martini e parla della voglia di ripartire.
“Andando a Sanremo non avrei potuto prescindere dal tema delle riaperture – racconta nell’intervista rilasciata ad AdnKronos – perché è la cosa che mi tocca di più, sia a livello professionale che umano: io, i miei musicisti, abbiamo bisogno di tornare a suonare, è il motivo per cui facciamo questo lavoro. C’è gente che quest’anno hanno dovuto trovarsi un altro lavoro per sopravvivere, da Amazon, nei supermercati, e questa cosa non può passare sotto silenzio. Rispetto troppo i miei musicisti per andare sul palco e far finta che loro non esistano”.
“Non voglio insegnare niente a nessuno e non voglio neanche fare il paraculo –spiega – però non mi sentivo di poter prescindere dal discorso che noi è un anno che non lavoriamo”.
“Io sono positivamente impressionato dal grande fermento che c’è musicalmente in Italia – sottolinea – non vorrei quindi essere considerato un ‘boomer’ che critica i giovani d’oggi. Il discorso è più ampio, io nel pezzo non me la prendo con gli artisti ma con le major, le case discografiche, gli addetti ai lavori, i giornali di musica… Ci sono tante cose interessanti nel panorama musicale, anche in gara a Sanremo, molto innovativi. Ma da qui a dire che è tutto bello il contesto e come lo viviamo, no”.
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Ricordando Lucio Dalla, dal 9 marzo un volume dedicato al grande artista
24Feb
2021
A cinquant’anni dalla pubblicazione di “4/3/1943”, dal 9 marzo sarà disponibile in libreria e negli store digitali “DICE CHE ERA UN BELL’UOMO… – Il genio di Dalla e Pallottino” (Edizioni Minerva), il nuovo libro del giornalista MASSIMO IONDINI dedicato alla coppia artistica formata da Lucio Dalla e Paola Pallottino.
Grazie anche alle testimonianze esclusive di Gino Paoli, Renzo Arbore, Ron, Maurizio Vandelli, Maurizio De Angelis, Vince Tempera, Angelo Branduardi, Armando Franceschini e padre Bernardo Boschi, Iondini racconta la carriera di Dalla nei primi anni Settanta, caratterizzati dal sodalizio con la storica dell’arte, illustratrice e paroliera Paola Pallottino: una breve ma intensa collaborazione grazie alla quale videro la luce canzoni come “4 marzo 1943”, “Un uomo come me”, “Il gigante e la bambina” e “Anna Bellanna”.
«Quel Festival del 1971 per la musica leggera italiana fu una vera e propria rivoluzione. Tant’è che Lucio Dalla conquistò Sanremo pur non arrivando primo. Per la sua “4/3/1943” si parlò infatti a gran voce di “vittoria morale”. Un successo a più livelli per Dalla e la quasi esordiente paroliera Paola Pallottino – dice Massimo Iondini –. Anzitutto perché la loro canzone, ripescata in extremis, era passata sotto le forche caudine della censura della Rai e dell’organizzazione del Festival: via il titolo “Gesubambino” e via alcuni importanti versi. Poi perché quell’innovativo testo portava per la prima volta in una rassegna canora di musica leggera il dramma di una ragazza madre e di un figlio della guerra. Infine, perché rappresentava il personale riscatto dello stesso Dalla, fino a quel momento lodato dalla critica ma inviso al grande pubblico per come cantava, per lo stile compositivo e per il suo aspetto trasandato da antidivo».
Tra retroscena e aneddoti degli esordi della carriera del cantautore bolognese, Iondini rivela l’esistenza di un’inedita versione dalliana del brano “La ragazza e l’eremita”, un testo di Paola Pallottino musicato nel 1994 da Angelo Branduardi, ma su cui, venticinque anni prima, aveva messo le proprie note anche Lucio Dalla.
«Con meraviglia e grande emozione ho potuto ascoltare quella vecchia esecuzione piano e voce di Dalla, incisa sul nastro di una vecchia audiocassetta – racconta Iondini –. Si tratta di un provino registrato a casa di Lucio nel 1970, che Paola Pallottino ha conservato gelosamente per tutto questo tempo e che ora per la prima volta viene svelato e raccontato».
Ad arricchire ulteriormente il libro, oltre ai numerosi scatti fotografici di Walter Breveglieri, ci sono la prefazione scritta da Pupi Avati e l’introduzione a cura di Gianni Morandi, in cui entrambi intrecciano i ricordi degli esordi delle loro carriere con quelli dell’amicizia con Lucio Dalla.
Il libro termina con uno scritto di Lucio Dalla (già contenuto originariamente nel libro “Lucio Dalla. L’uomo degli specchi” di Gianfranco Baldazzi – Minerva Editore, 2013), preceduto dal capitolo “Io, Tobia, quel padre che Lucio non ebbe”, in cui è riportata l’intervista esclusiva realizzata da Massimo Iondini a Umberto “Tobia” Righi, che per quasi mezzo secolo è stato manager, factotum e sorta di padre putativo di Dalla.
- lucio dalla
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Duetto tra Bruce Springsteen e Barack Obama su Spotify “Per parlare di America”
24Feb
2021
Un podcast, 8 puntate, due protagonisti: su Spotify l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il cantautore americano Bruce Springsteen parleranno di America.
Dal titolo Renegades: Born in the USA, alcuni momenti tratti da una lunga conversazione registrata nello studio del musicista nel New Jersey, sono già disponibili. Raccontano aneddoti sui loro percorsi, dall’infanzia alla presidenza ai palchi, che si sono anche intrecciati quando il Boss e il Presidente suonarono insieme alla Casa Bianca, al pianoforte, brani del repertorio Motown e tratti da musical. Obama dice nel primo episodio: “Bruce è un’icona del rock ‘n’ roll, io un avvocato e un politico, non cool come lui, ed è anche più grande di me”. Spotify aveva già lavorato con la società di produzione di Barack e Michelle Obama, Higher Ground, e l’ex First Lady si era cimentata con lo streaming
Il format è composto da 8 puntate e prevede conversazioni tra i due personaggi su vari temi. Dagli esordi artistici del Boss all’infanzia problematica di entrambi; dai rapporti personali e affettivi fino agli avvenimenti politici che hanno segnato la vita di Obama, il quale – dopo l’esordio della moglie Michelle nel settore dei podcast – tenta l’esperimento in prima persona.
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1975, i Led Zeppelin pubblicano un album che farà la storia
24Feb
2021
Era il 1975 e i Led Zeppelin pubblicavano il sesto disco della loro carriera. L’album Physical Graffiti divenne un successo mondiale, con decine di certificazioni a disco d’oro e di platino, oltre 16 milioni di dischi venduti solamente negli Stati Uniti e un posto nella TOP100 degli album più belli di tutti i tempi.
Physical Graffiti è l’album dei Led Zeppelin preferito dal frontman Robert Plant, per lui il più rappresentativo e creativo della band. Originariamente il disco avrebbe dovuto essere composto da otto tracce, troppo lunghe per essere contenute all’interno di un singolo LP e troppo brevi per riempire due dischi. La band così decise di rimettere mano ad alcuni brani esclusi dagli album precedenti per includerli all’interno della scaletta. Tra queste tracce ci sono Down By The Seaside, creata originariamente come ballata acustica durante le sessions di Led Zeppelin IV, The Rover, concepita per Led Zeppelin III e Houses Of The Holy, scritta come title track per l’album precedente ma stranamente esclusa dalla scaletta.
La copertina di Physical Graffiti rappresenta una della più complesse e geniali realizzazioni grafiche degli anni ’70. La band ci mise mesi per creare e approvare il lavoro ma il risultato, a quasi mezzo secolo di distanza, è ancora uno dei più apprezzati tra gli amanti del vinile. La copertina mostra una coppia di palazzi con delle finestre aperte attraverso le quali è possibile “vedere” diverse scene intercambiabili tra di loro. Essendo un doppio album la band inserì differenti immagini a seconda del disco inserito nella custodia. È possibile fare la stessa cosa anche sul retro dove però la copertina è stata realizzata con uno scatto in notturna. Gli edifici immortalati sono gli stessi scelti da Keith Richards e Mick Jagger per girare il videoclip di “Waiting On A Friend”.
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Arisa, Michele Bravi e Pino Daniele insieme a Sanremo
24Feb
2021
Per la terza serata del Festival di Sanremo, Arisa interpreterà in duetto con Michele Bravi il brano “Quando” di Pino Daniele.
L’artista ha scelto di omaggiare e di eseguire questa celebre canzone del 1991 di Pino Daniele,colonna sonora del film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse”(diretto e interpretato da Massimo Troisi).Per arricchire la sua interpretazione, Arisa canterà il brano sul palco dell’Ariston con il cantautore Michele Bravi, che ha da poco presentato il suo ultimo progetto discografico, il concept album “La Geografia del buio”.
Arisa è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Potevi fare di più” (Pipshow Srl, licenza esclusiva di Believe Digital Srl), contenuto nel suo prossimo album di inediti.
“Potevi fare di più”, scritto da Gigi D’Alessio, parla di un momento di liberazione da una relazione tossica. Racconta la storia di una donna che cerca la forza di dire basta ad un amore che si è spento e ai continui tentativi di tenerlo in piedi.
Questa sarà lasettima partecipazione al Festival di Sanremo per l’artista che si è già aggiudicata due vittorie: la prima nel 2009, nella categoria Nuove Proposte, con il brano “Sincerità”, e la seconda nel 2014 nella categoria Campioni con “Controvento”. Nel 2015, inoltre, Arisa è stata co-conduttrice della 65° edizione del Festival.
Nel corso della sua carriera Arisa si è contraddistinta per il suo raffinato timbro vocale e per la sua versatilità: oltre che nella musica ha anche lavorato nel mondo cinematografico, come attrice e doppiatrice, e in ambito televisivo, come giudice di importanti talent show (X Factor e Amici) e come presenza fissa in programmi televisivi (Victor Victoria – Niente è come sembra).
Ha all’attivo sei album in studio, un Ep e due raccolte, vanta quattro certificazioni Platino (con “Malamorenò”, “La notte”, “Meraviglioso amore mio”, “Controvento”) e due certificazioni oro (con “L’amore è un’altra cosa” e “Guardando il cielo”).
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Topolino va a Sanremo e presenta “Sanromolo 2021”
24Feb
2021
Ormai è una tradizione! Topolino omaggia anche quest’anno il Festival di Sanremo, giunto alla sua 71esima edizione, con due numeri speciali ricchi di musica e storie che appassioneranno tutti i lettori.
I numeri 3405 e 3406, in edicola rispettivamente da mercoledì 24 febbraio e mercoledì 3 marzo, si arricchiscono di una storia unica che ci porterà nella magica atmosfera del Festival della canzone più amato: SanRomolo 2021. Protagonisti assoluti insieme a Zio Paperone e Paperino,che per l’occasione tornano in Italia, i padroni di casa di quest’edizione Amaduck e Rosario Paperello, ovvero le paperizzazioni di Amadeus e Fiorello. A loro è anche dedicata una cover da collezione, illustrata da Alessandro Perina, quella di Topolino 3406.
SanRomolo 2021 è una storia sceneggiata da Pietro B. Zemelo e con i disegni di Alessandro Perina, Federico Franzò e Luca Usai, che inizia sul numero 3405 di Topolino e segue il dietro le quinte del Festival che ogni anno prende vita nel teatro Artiston di SanRomolo. Amaduck e Rosario Paperello sono pronti a coronare il loro sogno, ovvero condurre Il Festival di Sanromolo insieme. Riusciranno a portare a termine le cinque serate, tra imprevisti e disguidi dell’ultimo minuto, causati anche da uno sponsor d’eccezione (ovvero Zio Paperone con la sua app musicale “P.d.P. Music”)?
Sul numero 3405 ci sarà poi un ampio redazionale dedicato al Festival di Sanremo 2021 con tutte le informazioni sulla kermesse di scena dal 2 al 6 marzo, di sicuro aiuto per scoprire le curiosità sulle canzoni in gara quest’anno e votare le esibizioni preferite nella scheda dedicata. Sul numero 3406, invece, si continua a parlare del Festival anche con un’intervista a Giovanni Vernia, tra i conduttori di PrimaFestival.
La musica prosegue sul numero 3406 anche con Musicalisota (storia di Giorgio Salati e disegni di Nico Picone), il prequel del nuovo capitolo della storia musicale per eccellenza di Topolino che arriverà prossimamente sulle pagine del magazine edito da Panini Comics. Grazie alla visibilità che il gruppo capitanato da Qua ha avuto in occasione di X-Music, arriva l’opportunità di realizzare una serie di concerti in tutto il Calisota. Ma il primo scoglio da affrontare per la giovane band sarà la scelta di un nuovo nome, in sostituzione de “I Rintronati”. Per questo, la decisione finale spetterà a tutti i lettori con un sondaggio senza precedenti: dalle ore 14.00 di mercoledì 3 marzo alle ore 14.00 di martedì 9 marzo, online su Topolino.it, sarà possibile indicare la propria preferenza tra i 5 nuovi nomi del gruppo proposti e annunciati all’interno di Musicalisota e contribuire così al futuro della band.
Due numeri di Topolino assolutamente da non perdere all’insegna delle sette note, perfetti per accompagnare con storie appassionanti e divertenti l’evento musicale più amato di sempre. L’appuntamento con SanRomolo 2021 è in edicola e su Panini.it da mercoledì 24 febbraio. Topolino c’è!
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La nuova Noemi a Sanremo “C’è morbidezza nella magrezza. E potenza, nella fragilità”
24Feb
2021
Una nuova Noemi a Sanremo, tanto che le foto della cantante più sexy e più magra di come la ricordavano finiscono sulla copertina del nuovo numero di VanityFair.
In gara con il brano Glicine, Noemi porterà un messaggio importante sul palco dell’Ariston, ovvero l’accettazione e l’amore per se stessi.
“Non si dimagrisce perché la società ci vuole magri, ma perché tu lo vuoi. Io l’ho fatto perché in quell’altro corpo non mi sentivo più io. Così ho difeso il sogno che avevo di me. Avevo bisogno di sentirmi in movimento.Sorvolare le voci che tanto, comunque sei, non vai bene. Burrosa? Dimagrisci!Scheletrica? Fortificati!Sposata? Sbagliata!Single? Sfigata!E invece c’è morbidezza nella magrezza. E potenza, nella fragilità. E maternità anche se non sei ancora madre. È tanta roba capire che si può essere accoglienti anche da molto magre, e leggere anche se la bilancia segna un peso alto.Così ho difeso il sogno che avevo di me. Ognuno deve essere libero di diventare il sogno che ha di sé, senza paura, senza nessun timore.Chiudere gli occhi e ascoltarsi. E non accettare mai che qualcuno ti dica quando, se e come cambiare. Perché vai bene solo se vai bene a te“.
Una vita nuova. Veronica Scopelliti, vero nome dell’artista, parla per la prima volta della metamorfosi che l’ha portata a perdere molto peso, a scoprire una voce inedita e a far punto e a capo col proprio passato.
“Mi intravedo, mi riconosco. Per capire chi fossi, e raggiungermi, ho dovuto tagliare il filo con il passato, tirare giù cattedrali e ricostruire la mia città. Non è stato facile. Mi sono persa: buio, anestesia emotiva, non provavo più alcuna passione per me stessa. Anche la musica, perfino la musica che sempre mi aveva dato conforto, non sapevo più dove andarla a cercare, come farmi trovare. Più perdevo il controllo della mia vita, più mi sfuggiva anche il mio corpo. Ho toccato il fondo“.
In questo lungo percorso la lotta più grande e difficile è stata con se stessa “Contro il mostro che diventa quella parte di noi che è affezionata alla comfort zone, alle nostre abitudini, e mina l’audacia, e ci vuole sabotare. Io sono felice oggi perché la casa che ho raggiunto e in cui abito è più figa e divertente di quella da cui credevo di non sapere uscire“.
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Ancora scontri sul Festival “Come convincere la rai a rimandare l’evento”
24Feb
2021
Sanremo diventa zona rossa, non si potrà entrare in città durante la settimana del Festival di Sanremo. Una misura necessaria hanno spiegato per contrastare la formazione di assembramenti e mettere in atto misure di sicurezza per fermare l’avanzare della pandemia.
I teatri sono chiusi, il mondo dello spettacolo è in ginocchio da un anno ormai ma la kermesse canora pur di continuare ha deciso di mettere in atto un protocollo di 75 pagine con regole rigidissime.
Una decisione che ha fatto molto discutere nelle ultime settimane, tante polemiche contro i vertici della Rai e del programma si sono sollevate, senza però mai essere ascoltate.
Ora a pochi giorni dall’inizio dell’evento, in programma dal 2 al 6 marzo, il del festival diventa una tematica politica.
“Quale altra calamità naturale deve arrivare per convincere definitivamente la Rai a rinviare il Festival di Sanremo?“
Ad attare Fabrizio Salini, amministrato delegato della Rai, è Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia eletto a Sanremo e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato: questi chiede la sospensione immediata della kermesse.
“Con Sanremo circondata dalla zona rossa causa Covid che Festival sarà? Chiedo da tempo insieme a Forza Italia di rinviare la manifestazione per rispetto alla città e di chi ne subirebbe l’umiliazione a cominciare dai commercianti. Ora che sarà istituita la zona rossa con la desertificazione totale di Sanremo potrà finalmente fare breccia un po’ di ragione? Me lo auguro ed è quello che tornerò chiedere all’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini”.
- giorgio mulè,
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Favoriti Sanremo: Fedez e Michielin per la vittoria, Willie Peyote per il premio “Mia Martini”
24Feb
2021
Sono stati svelati i testi dei 26 brani in gara alla 71esima edizione del Festival di Sanremo. Cambia di poco la classifica dei favoriti per la vittoria, con la coppia composta da Fedez e Francesca Michielin che rimane ancora in vetta.
E’ il brano Chiamami per nome, scritto dagli stessi artisti con Jacopo Matteo, Luca D’Amico, Davide Simonetta, Alessandro Raina e Mahmood, ad essere quello più quotato per portare a casa la vittoria quest’anno. Seppur fino a poco tempo fa fosse a rischio eliminazione a causa di un banale spoiler su Instagram da parte dello stesso Federico, oggi il brano sembra essere quello che piace di più.
Sul podio dei “possibili” ci sono anche i Maneskin con la loro Zitti e buoni,La rappresentante di Lista con Amare e perfino Madame con Voce.
Sembra invece meno possibile la vittoria di Francesceo Renga con Quando trovo te, Orietta Berti con Quando ti sei innamorato e Random con Torno a te.A distinguersi invece dal gruppo c’è Willie Peyote una delle grandi novità di questa edizione; in gara con il brano Mai dire mai (la Locura) il giovane artista italiano sembra il candidato numero uno per il premio alla critica Mia Martini, un riconoscimento importante istituito nel 1982.
Questo nacque come riconoscimento informale attribuito dalla stampa specializzata in sala alla canzone e all’interprete che riscuotesse un giudizio positivo di qualità da parte degli addetti ai lavori (giornalisti e critici musicali); successivamente, già dall’edizione successiva, fu istituzionalizzato e trasformato in uno dei premi conferiti nel corso del Festival.
Nelle più recenti edizione il premio è stato vinto da Diodato con Fai Rumore, Daniele Silvestri con Argentovivo, Ron con Almeno pensami ed Ermal Meta con Vietato morire.
