Vasco Rossi contro i gilet arancioni “In Italia la farsa ha preso il posto della realtà”

01
Giu
2020
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Vasco Rossi si schiera contro i gilet arancioni. Hanno tenuto banco nell’ultimo weekend di maggio 2020 le manifestazioni del movimento guidato da Antonio Pappalardo, che hanno coinvolto moltissime persone per assembramenti privi di mascherine, al motto “la pandemia non esiste“.

“Il problema non è solo che migliaia di persone abbiano manifestato fregandosene del distanziamento sociale, e dunque sputando in faccia alla loro (e sticazzi) e alla nostra salute, ma che migliaia di persone – a Milano e non solo a Milano – siano scese in piazza per seguire un personaggio caricaturale e marginale, da anni zimbello del web e della “politica”, convinto che il covid si curi con lo yoga e che il futuro sia il ritorno alla lira italica (io preferirei i sesterzi: li trovo più moderni)”.

Lo scrive Vasco Rossi in un post sul suo profilo Instagram riferendosi alla manifestazione promossa da Antonio Pappalardo.

L’attacco contro Pappalardo non è passato inosservato, tanto che lo stesso ha prontamente risposto sui social all’artista, con un lungo messaggio.

Vorrei dire due parole sul conto di un certo Vasco Rossi, che dice di essere un artista. Fa delle cose abbastanza mediocri, ma come tutti quelli che sono collocati a sinistra è privilegiato: gli aprono le strade, le autostrade, lo fanno apparire in tv continuamente”. Antonio Pappalardo, leader dei Gilet arancioni, si sfoga così sul suo profilo Facebook scagliandosi contro il cantante di Zocca.

“Tra qualche tempo, caro Vasco Rossi, non sarai ricordato neanche dal netturbino che passa per le strade. Le mie sinfonie sono immortali, e quando parli di me, che sono un grande esperto di musica e compositore di sinfonie, ti devi pulire la bocca con l’acido solforico. Ti parlo da musicista a musicista: non parlerei mai male di te, ma quando offendi la dignità di un uomo che dal 1988 combatte contro questo pseudoregime cattocomunista che ha annientato il nostro Paese con una Destra che dormicchia, e fa fare tutto quello che voi volete, io non posso stare in silenzio”.

Quindi, la chiusura: “Sei una nullità assoluta, tra 200 anni nemmeno i cani si ricorderanno di te. Io difendo un popolo, avrei gradito di più dei complimenti. La mascherina è una maschera di fango, che ci mettono addosso“.

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