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  • “Il rumore del silenzio tour” il tour di Bauli in piazza via dal 7 aprile

    07
    Apr
    2021

    Con un misterioso teaser apparso il 1 e il 2 aprile, sui canali social di Bauli In Piazza e delle quattro più importanti arene italiane per grandi eventi, è stato annunciato “Il Rumore Del Silenzio Tour”

    Quattro date, che attraverseranno l’Italia, accumunate dall’omonimo hashtag #IlRumoreDelSilenzio .Tappa dopo tappa saranno svelati i quattro artisti protagonisti della speciale esibizione.

    Si comincia il 7 aprile dall’Unipol Arena di Bologna, segue la data milanese l’8 aprile al Mediolanum Forum, il 9 aprile a Torino presso il Pala Alpitour, per concludersi il 10 aprile a Roma presso il Palazzo dello Sport.

    Al termine del tour, lunedì 12 aprile, sui canali di Bauli In Piazza e i canali di #Chiamatenoi, verrà pubblicato il video racconto dell’operazione che riaccende i riflettori sulle arene italiane e i suoi lavoratori.

  • La manifestazione di protesta “Bauli in piazza” arriva a Roma

    17
    Mar
    2021

    Tornano i Bauli in piazza. Sabato 17 aprile, in Piazza del Popolo a Roma, si svolgerà la seconda manifestazione nazionale del movimento nato ad ottobre con lo schieramento di 500 bauli davanti al Duomo di Milano.

    Una protesta pacifica che raccoglie tutti coloro che lavorano nel settore eventi, spettacolo, fiere, congressi e musica dal vivo, oggi in ginocchio a causa della peggiore crisi che abbia mai attraversato.

    La piazza romana ai piedi del Pincio sarà invasa da un esercito di bauli – oggetto-simbolo dei lavoratori dietro le quinte – e da migliaia di operatori che manifesteranno nel rispetto delle norme anti covid, come già realizzato a Milano con la nascita di Bauli In Piazza.

    “Il gioco a rimpiattino dei vari governi e del ministro Franceschini nei confronti della nostra categoria ha la grave responsabilità di portare le persone alla disperazione e quindi alla rabbia” – dichiara il direttivo di Bauli in Piazza e prosegue: “il tempo della farsa è finito e anche la nostra pazienza.” Il movimento chiede “immediata istituzione di un fondo da erogare in soluzioni mensili a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ed eventi, sia discontinui che partite iva, che coprano il periodo gennaio-dicembre 2021, per garantire una soglia minima di continuità di reddito”; “immediato sostegno economico per le imprese della filiera basato sul fatturato annuo legato a spettacolo ed eventi”; “immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che, su parametri prestabiliti, imposti i modelli graduali di ripartenza del settore, per dare una visione prospettica e agibilità imprenditoriale”; “immediata calendarizzazione di un tavolo interministeriale che affronti la riforma del settore con particolare riferimento alla previdenza e all’assistenza delle lavoratrici e dei lavoratori”. 

  • Riconferma di Franceschini bocciata dai lavoratori. 23 febbraio manifestazione nelle piazze

    15
    Feb
    2021

    Il premier Mario Draghi ha riconfermato la nomina di Dario Franceschini come Ministro della Cultura in Italia. Una nomina che non è piaciuta ai lavoratori del mondo dello spettacolo, pronti nuovamente a mobiliarsi in tutta Italia perché stremati dalla crisi del settore.

    “Spiace che il premier Draghi abbia riconfermato alla Cultura, Dario Franceschini, un ministro che in un anno di blocco totale del nostro comparto ha fatto davvero poco. Alla maggior parte di noi non sono arrivati ristori o sono arrivate miserie. Perché non avviare protocolli di sicurezza tali da rendere fruibile lo spettacolo in modo da non creare un vuoto che difficilmente potrà essere sanato?”.

    Così Elio Balbo, portavoce torinese di Lavoratori e Lavoratrici dello Spettacolo che oggi si sono riuniti in assemblea per preparare la manifestazione nazionale del 23 febbraio.

    Sarà ancora più imponente di quella del 30 maggio, alla quale aderirono 15 città – dice Balbo – per denunciare la morte del settore dei lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo, 600.000 operatori fermi da un anno. Ci auguriamo che il ministro non sia più sordo alle nostre proposte – aggiunge – è evidente che la strada del bonus una tantum non sia quella giusta. Ad oggi i Tavoli di confronto con le istituzioni non sono stati riconvocati. Chiediamo lo sblocco immediato dei ristori in sospeso, sostegno alle imprese e una riforma del settore che riconosca l’intermittenza come fattore strutturale”.

  • Milano, la protesta dei lavoratori dello spettacolo in crisi “Bauli in Piazza”

    12
    Ott
    2020

     

    Una protesta silenziosa, con lo striscione “Un unico settore, un unico futuro”: così gli operatori del settore, in rappresentanza di 750mila artisti, tecnici, organizzatori vestiti di nero.

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