RaiStoria presenta “Storie della Tv” un viaggio nel Paese del piccolo schermo

25
Feb
2020
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Un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv e che mostrano come la televisione si sia intrecciata alla storia del Paese, prima come testimone dei grandi avvenimenti, poi come protagonista essa stessa dei cambiamenti sociali e culturali.

Sono la tv italiana e la Rai in particolare le protagoniste della nuova serie Storie della TV – sei puntate di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori scritte con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso – in onda da martedì 25 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Da Sanremo a Enzo Tortora, l’inventore dei format; dai “viaggiatori” del piccolo schermo al Mattatore; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne: ogni puntata – introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai, in un ideale filo conduttore del tempo che passa – ospita anche gli interventi di alcuni “testimoni”, come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti), e di altri protagonisti del piccolo schermo: registi, cantanti, attori, esperti di tv.

Si comincia con lo spettacolo degli spettacoli: il Festival di Sanremo, il rito nazionalpopolare che – fin da quando regnavano la Regina Nilla Pizzi e il Reuccio Claudio Villa – coinvolge, volenti o nolenti, tutti gli italiani. A parlarne sono Iva Zanicchi, Vito Molinari (regista dei primi due Festival televisivi, 1955 e ’56) Eddy Anselmi (autore di una storia del Festival) ed Ettore Geri (amico e ammiratore di Villa).

Il secondo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri – da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile in 30 anni di televisione italiana.

Si passa poi alla tv dei “viaggiatori del piccolo schermo”: Mario Soldati, Ugo Zatterin e Virgilio Sabel. Sono loro che la Rai mete in campo tra il 1957 e il ‘64 per percorrere in lungo e in largo la penisola, per documentare, con cineprese e microfoni, un Paese da poco uscito dalla dittatura e dalla guerra. Ne parlano Marco Bertozzi (storico del documentario italiano) Wolfango Soldati, Marco Zatterin e Antonia Berto Smith (figlia dello scrittore Giuseppe, amico e collaboratore di Sabel).

In Storie della TV – la cui regia è firmata da Matteo Berdini – anche altri due grandi nomi: Vittorio Gasmann, che nel 1959 con “Il mattatore” inventò la contaminazione dei generi e il programma “contenitore”; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi.

Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all’avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta. 

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