Mogol “La musica di oggi è da ragazzini e danneggia la cultura popolare”

Mogol “La musica di oggi è da ragazzini e danneggia la cultura popolare”

02
Ott
2019
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L’autore (non chiamatelo paroliere!) che ha scritto la storia e le più belle canzoni della musica italiana si appresta a partecipare al Concerto per la vita, in programma ad Assisi il prossimo venerdì 4 ottobre. Mogol analizza il mercato musicale di oggi e ne trae una conclusione non proprio rosea.

Un conto erano le musiche di una volta, le canzoni di Mina e di Battisti, anche quelle di De Andrè o Venditti, un conto sono i “ragazzini” di oggi. E’ proprio con questo termine, e un’aria un po’ delusa, che definisce gli artisti oggi.

Perché tutti lo sappiamo, sono pochi quelli di oggi che ci saranno ancora tra 10 o 20 anni.

Mogol senza fare nomi analizza la situazione di oggi “La tecnologia è una soluzione ma anche un problema. Oggi i ragazzini scrivono musica per ragazzini, usano parole moderne, alleggeriscono i contenuti sottolinea lo scrittore e presidente di SIAE Questo è un bene per la nicchia di ragazzini che ascoltano, ma è rischioso per la cultura popolare”.

Come si intende dalle sue parole, la paura più grande è che con il tempo tutta questa musica moderna oltre a essere inevitabilmente dimenticata nel tempo, no faccia più passare i concetti importanti come un tempo “Le mie canzoni le suonano e le ascoltano ancora. Non so se sarà così anche per quelle in classifica oggi. La gente ha bisogno di canzone belle. Anche per questo ho fondato il Centro Europeo di Toscolano (CET), che è diventato una delle scuole più importanti del mondo. Sono stato anche ad Harvard e a Berkeley a parlarne. Questa scuola mi è costata tutto quello che ho guadagnato, ci ho impiegato 28 anni della mia vita, ma aveva e ha un obiettivo: creare una cultura popolare di alto livello.”.

Ed è proprio qui, sul concetto di scuola, che Mogol da il “colpo di grazia” al mondo di oggi: i talent, che si spacciano per scuole ma che scuole assolutamente non sono Mancano nella didattica, nella preparazione. Mancano in tutto. Non ambiscono a essere scuole, ma momenti di spettacolo. E come tali funzionano. Almeno secondo la risposta del pubblico.”

E infine alla domanda su chi oggi davvero merita il successo, Mogol non ha alcun dubbio “Sono dell’idea che prima di essere lanciati, bisognerebbe essere artisti.”.

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