Miguel Bosé si racconta “Sono negazionista sul Covid” e confessa la dipendenza da cocaina

Miguel Bosé si racconta “Sono negazionista sul Covid” e confessa la dipendenza da cocaina

12
Apr
2021
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Si dichiara apertamente negazionista di fronte alla pandemia e racconta che durante la prima ondata ha anche perso la madre. Il cantautore Miguel Bosè parla per la prima volta alla stampa della sua visione sulla situazione attuale nel mondo.

“Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità“. E sulla madre, morta mentre lui era in Messico “Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro… Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla“.

Una posizione che, mesi fa subito dopo la scomparsa della mamma, gli costò l’espulsione dai social network, bannato da Twitter per alcuni cinguettii considerati eccessivi e per aver diffuso fake news con i suoi milioni di follower. Da allora non aveva più dato notizie di sé, rompendo il silenzio solo ora con l’intervista a Jordi Evole.

Durante l’intervista Bosé è passato a raccontare la sua vita privata, fermandosi a lungo sugli anni più difficili del suo passato. “Sì, ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…”.

Una dipendenza iniziata negli anni ’80 dopo una serata tra amici a base di alcool: “Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana. Ma da un giorno all’altro le droghe hanno smesso di essere alleate e sono diventate il nemico. Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Fino al giorno in cui ho detto basta”. Poi la riabilitazione, lunga e dolorosa, che si è conclusa definitivamente sette anni fa: “Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba”.

Mentre l’artista si confessava al giornalista, la sua voce andava e veniva: “Ho cominciato a perdere la voce nel momento in cui la mia famiglia… Ok, non si chiama famiglia, diciamo che era un accordo di convivenza tra due persone che avevano avuto una relazione e che avevano deciso di mantenere buoni rapporti perché i loro bambini potessero continuare a crescere come fratelli… Ecco, quando questa relazione ha cominciato ad andare male, quando l’amore non esiste più e anche l’amicizia e la convivenza civile spariscono, quando tutto crolla… Così per me sono incominciati problemi seri. Uno di questi è stata la voce: adesso almeno posso parlare, però sono arrivato proprio a non riuscire ad emettere suoni, zero”.

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