Michelle Huziker e J-Ax presentano “All together now”

14
Mag
2019
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Si è svolta questa mattina nella sede di Mediaset a Milano la conferenza stampa di presentazione del nuovo programma All Together Now, condotto da Michelle Hunziker per la prima volta insieme a J-Ax.

La coppia sarà insieme per la prima volta al timone di questo programma, di stampo musicale, con la regia di Roberto Cenci. A spiegare questa nuova proposta televisiva è stato proprio Cenci “E’ un programma particolare, una scommessa, perché all’estero il prime time dura 50 minuti e da noi due ore. Quindi abbiamo dovuto allungarlo senza sfilacciarlo. Non è un talent ma uno show musicale e questo ci ha permesso di stare larghi nella scelta dei concorrenti. Non dobbiamo promettere carriere discografiche e abbiamo avuto fortuna nel trovare personaggi interessanti. Il vero cuore è il muro di fronte al quale il concorrente si trova e che per il telespettatore diventa anche lo spunto per un commento che lui stesso farebbe da casa. E’ un formato tecnicamente impossibile da fare in diretta, pensate che abbiamo 100 giudici tutti microfonati che parlano e cantano contemporaneamente… Endemol ha messo a disposizione una squadra di altissimo livello”.

La nuova coppia di conduttori si è mostrata entusiasta di iniziare questa nuova avventura, che avrà inizio giovedì 16 maggio.

Michelle “La prima volta che ho visto il trailer di questo programma mi sono emozionata ma ho avuto anche molti dubbi, pensando a questi cento giudici e al fatto che io dovessi essere imparziale. Sono svizzera… Poi ho visto il casting dei concorrenti e questo muro diventa una sorta di condominio, perché alla fine ci si conosce tutti. Il primo ad esprimersi è Ax, poi io vago e interpello qualcuno. Abbiamo cento esperti musicali che possono anche litigare e sorprendono sempre. I concorrenti stanno davvero in ansia. E’ stata un’esperienza fantastica”.

J-Ax “Io di solito in televisione vengo messo come amplificatore di bellezza, perché chi mi sta accanto guadagna automaticamente dieci punti. Invece qui parlo anche. Non abbiamo dovuto garantire una carriera a nessuno e questo ha alleggerito il nostro lavoro. C’è gente che ha già provato in altre occasioni ma anche persone comuni e questo è bello: la musica non appartiene ad un’elite che sta nei palazzetti ma tutti possono cantare bene. In altri programmi invece accade spesso il contrario: si promette a qualcuno che può fare il cantante e poi finisce a fare il panettiere”.

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