Michele Bravi “Il mio primo amore era un ragazzo”

18
Gen
2017
Pubblicato da:

In attesa di salire sul palco dell’Ariston di Sanremo per partecipare al prossimo Festival, Michele Bravi si racconta a VanityFair.

Tra le pagine del nuovo numero di VanityFair in uscita oggi, mercoledì 18 gennaio, c’è l’intervista rilasciata da Michele Bravi che si racconta, parlando del legame tra il suo nuovo disco e il suo primo amore.

Il cantante che parteciperà al prossimo festival con il brano Il diario degli errori si racconta così “Non vorrei usare etichette, appartengono alle vecchie generazioni e discendono da un modo di ragionare che considero superato e anche un po’ discriminatorio. Preferisco parlare di relazioni fluide. I miei fan, quando gli ho detto che il nuovo disco avrebbe parlato di una storia d’amore, non mi hanno chiesto se si trattava di un uomo o di una donna, e il linguaggio amoroso oggi sul web usa frasi come ‘sei la mia persona’. Non ho bisogno di fare coming out perché nessun giovane si stupisce che mi sia innamorato di un ragazzo, e penso che nessuno dei miei coetanei si tirerebbe indietro se gli capitasse di provare un’emozione per una persona dello stesso sesso.

Dopo la sua vittoria a X Factor 2013 aveva dichiarato di non poter cantare canzoni d’amore perchè non aveva mai vissuto questo sentimento, ma oggi il discorso è cambiato e c’è stato un uomo che gli ha fatto conoscere questo nuovo mondo “È successo che mi sono innamorato. Una storia molto particolare con un ragazzo che fa il regista, molto diverso da me. È durata due anni ma, in termini di quello che succedeva tra noi, forse qualche giorno. All’inizio quando due persone si incontrano sono due contenuti completi, il resto rimane fuori; poi allarghi la visuale e vedi che ci sono dei confini da rispettare. Io sicuramente nell’ultimo anno sono stato molto autoriferito e concentrato sulla musica e questo ha creato problemi. Il primo amore è perfetto, tutto è bellissimo, solo che ti mancano le regole del gioco e quando le impari, spesso è troppo tardi: le pagine degli errori restano lì, non puoi strapparle dal diario, e quando gli errori diventano tanti è difficile che possa esserci un epilogo felice. Se mi guardo indietro oggi mi dico: Siamo stati proprio stronzi.

E alla fine la domanda classica: era il primo amore? è la prima volta che ti sei innamorato? La risposta non è ne si ne no ma semplicemente “Questa è stata la prima volta che ho sentito che un pezzo di vita si attaccava a un’altra persona.

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