Metallica senza fine, Lars Ulrich “Pronti per altri 25 anni di musica”

31
Ott
2018
Pubblicato da:

…il tempo passa ma tu non passi mai…” cantavano i Negramaro in un famoso brano. Una frase questa che viene spesso riutilizzata in varie occasioni e che in questo preciso momento sembra descrivere perfettamente il pensiero di una delle band heavy più famosa al mondo.

I Metallica, classe 1981 originari di Los Angeles, non sono ancora pronti per dire addio alla scena musicale. Dopo oltre 30 anni di carriera e decine di successi ancora oggi intramontabili, la band composta da James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Robert Trujillo annuncia attraverso le parole del suo batterista che è ancora pronta per produrre musica per qualche decina di anni.

A parlare del futuro è Lars Ulrich che racconta la determinazione sua e dei colleghi nel voler produrre musica almeno fino al 2030 “Mentre un sacco di gente si sta ritirando, noi ci sentiamo ringiovaniti e ancora molto energici. Voglio dire: possiamo tirare avanti ancora per molto tempo, tipo venti o venticinque anni. Non so come potremo sembrare o come potremo suonare, ma è quello che abbiamo in mente. Ecco perché non ce ne stiamo seduti a pensare alla pensione: anzi, stiamo facendo il contrario. Tutto quello che facciamo è qualcosa di a lungo termine. Quando hai 17 anni pensi solo a quello che ti accadrà nei prossimi 5 minuti, tipo ‘Hey, dov’è la mia prossima birra?’. Adesso abbiamo una mentalità diversa”.

Il rock del gruppo non smetterà di riempire i palazzetti, di far ballare e cantare anche i giovani, visto che al giorno d’oggi gli stadi sono ancora tutti pieni e i biglietti fanno il tutto esaurito al pari (e forse anche di più) dei giovani artisti moderni “Ci sono più ragazzini oggi ai nostri concerti di quanti me ne ricordi in passato. Metà del nostro pubblico ha meno di vent’anni. E adesso mi pare che la percentuale di ragazzi e ragazze sia del 50 e 50 per cento, mentre venti o trent’anni fa non era così. E’ incredibile come il rock, l’hard rock e quello che facciamo noi attiri ancora così tanto il pubblico. Non so se sia da considerare un rito di passaggio, ma questo tipo di musica mi pare stia continuando a vivere piuttosto che regredire. Mi sembra, anzi, che oggi stia prosperando”.

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