Max Pezzali racconta la sua rincorsa verso la musica “I miei volevano che lavorassi in banca”

31
Lug
2019
Pubblicato da:

In attesa del nuovo disco Max Pezzali ha rilasciato una lunga e ricca intervista al Corriere dove per la prima volta parla degli inizi della sua carriera e di quando, ancora prima, i suoi sogni per il futuro andavano in contrasto con quelli dei suoi genitori.

Avrebbe dovuto trovarsi un lavoro in banca Max Pezzali, questo era il desiderio dei suoi genitori, che come molti altri sperano di vedere il “figlio sistemato e con un lavoro stabile”. Eppure la banca non era tra le sue corde, dove invece c’era solo la musica.

Gli inizi non sono stati semplici, racconta lui, il vivere fuori dalla grande metropoli di Milano era inizialmente un problema, ma poi col tempo si rivelò una grande fortuna.

Vivere in provincia all’epoca significava essere tagliati fuori, eravamo antropologicamente diversi da quelli delle grandi città, eravamo vestiti diversi, abitavamo a trenta chilometri da Milano ma era come se fossero 30 mila chilometri, era complicato anche solo relazionarsi a Milano perché ci identificavano dalla targa. Ci presentavamo fuori dai locali credendo di essere vestiti giusti ma a Milano eravamo giusti due anni prima. A quei tempi lo vedevo come un limite, in realtà è stata per me una risorsa eccezionale.

Era solo un ragazzo con un sogno nel cassetto, un sogno che col tempo si è avverato forse anche oltre le aspettative, grazie a Claudio Cecchetto, il primo a credere in lui e ad investire sul suo personaggio.

Avere un mentore come per noi è stato Claudio Cecchetto resta fondamentale ma è la passione quella che ti fa crescere velocemente, quel quid in più che ti rende una risorsa unica. Il mio essere fallimentare rispetto al progetto che tutti avevano in mente per me, è stato un grande vantaggio perché mi ha permesso di pensare fuori dalla scatola e di perseguire con ostinazione quello che mi piaceva fare. E senza piano B mi sono concentrato solo sul piano A, convinto che nella vita volessi fare una cosa sola: raccontare con la musica. Nonostante le critiche, nonostante gli iniziali rifiuti.

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