Laura Pausini con Tiziano Ferro “Il governo aiuti i lavoratori del mondo dell’intrattenimento”

17
Apr
2020
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Il mondo della musica e dello spettacolo si è mobilitato in massa per un appello congiunto al Governo affinché i lavoratori del settore siano tutelati, dal momento che concerti e show slitteranno di un anno, a causa delle misure di contenimento e di sicurezza per i cittadini.

A rompere il ghiaccio sulla questione è stato Tiziano Ferro, che nonostante le polemiche, è il primo che di fatto ha portato la questione alla luce. Concerti, eventi, progetti per l’estate: cosa ne sarà? A pagarne le conseguenze non solo il pubblico ma anche gli artisti stessi e tutto il mondo di lavoratori che ruota attorno ad ogni singolo evento.

All’appello del cantautore di latina si è unita anche Laura Pausini, l’artista di solarolo che dalla sua quarantena è internvenuta sui social con un appello, nel quale ha coinvolto tutti i suoi colleghi come Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Fiorello, Giorgia, Elisa, Alessandra Amoroso, Paola Cortellesi, Paola Turci, Marco Masini, Umberto Tozzi, Gigi D’Alessio, Noemi, Frankie hi-nrg mce tanti altri, insieme in un appello congiunto al governo per tutelare i lavoratori del settore.

“Ogni cosa ha il suo tempo e oggi è ancora il tempo del dolore per chi non c’è più, delle cure ai malati e del sostengo economico, morale e organizzativo da chiedere a gran voce per tutti gli operatori sanitari che sono in prima linea e questa senza dubbio è la priorità. Domani, però, nel rispetto di tutti, dovremmo ripartire. Non possiamo permetterci di dimenticare qualcuno, di lasciare indietro centinaia di migliaia di lavoratori senza colpe e ad oggi senza prospettive. Non siamo parlando di noi o per noi. Stiamo parlando di tutti i musicisti, gli autori, i dj, i ballerini, gli operai, i tecnici, i lavoratori speciali, i professionisti di ogni settore dello spettacolo, i lavoratori senza cassa integrazione, i lavoratori occasionali, tutte le maestranze che lavorano nel mondo della musica e dell’intrattenimento. Stiamo parlando di chi suona la sera nei locali delle vostre città e di chi insegna musica ai vostri figli. Non sono star, ma è gente che lavora e con quel lavoro ci paga ciò che serve per vivere. Gente che come tutti ha il diritto di lavorare e di essere protetto quando senza alcuna colpa il lavoro e la dignità vengono messi in pericolo. Di loro e della loro angoscia e del loro disagio economico si parla pochissimo. Il paese si appresta a definire la ‘fase 2’ e leggiamo ovunque di iniziative, proposte e modalità che consentiranno una graduale, difficile e doverosa ripresa delle attività produttive e commerciali. Ma non leggiamo mai di cosa accadrà ai lavoratori del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento. Noi artisti che condividiamo con questi lavoratori una parte fondamentale della nostra vita e conosciamo a fondo le difficoltà che stiamo attraversando, ci chiediamo: come potranno reggere ad un’emergenza che diventa sempre più lunga? Come potranno vivere dignitosamente senza neanche la prospettiva di poter, un giorno, tornare a fare il proprio lavoro? Cosa succederà agli eventi di quest’estate e a quelli programmati nei mesi successivi? Quando potranno tornare a lavorare? Per questo attendiamo e ci auguriamo che a tutti i lavoratori del settore, per tutta la fase dell’emergenza, venga assicurato un trattamento economico e previdenziale dignitoso e che – sulla falsariga di quanto già fatto in altre nazioni – si definisca il futuro dei prossimi eventi rispettando e garantendo i diritti di tutti, che il Governo ascolti le varie associazioni di categoria coinvolte e possa offrire all’intero settore ipotesi realistica dei tempi in cui poter tornare a lavorare con risorse concrete che consentano la ripresa delle attività in condizioni di sicurezza per i lavoratori e per il pubblico. Ci auguriamo, infine, di rivederci presto, in un club, in teatro, nei palasport o negli stadi, nelle arene o nelle piazze. E quando ci rivedremo il primo applauso sarà dedicato a loro, ai nostri costruttori di sogni”.

 
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