“Io come una vittima di stupro” il racconto di Morgan dopo lo sfratto

10
Set
2019
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Morgan non ha ancora chiuso la vicenda che per mesi lo ha visto protagonista, tra critiche e messaggi di sostegno, per la questione legata allo sfratto dalla sua abitazione.

Dopo essere riuscito a portare parzialmente a termine la battaglia legale iniziata per tutelare i beni presenti nell’abitazione da cui è stato allontanato, oggi l’artista torna a parlare di se e di come, lontano dalle telecamere ha vissuto questo momento.

“Sto molto male, non sono più lo stesso. Uno non ci pensa, ma quello che mi è successo equivale a uno stupro. È identico” racconta Morgan durante un’intervista ai Lunatici di Radio Due “La casa è importante, è la più importante cosa che hai. Quando non sai ripararti dal freddo vai a casa e sopravvivi. Questo vale per tutti. Per una persona come me, che fa di quello che ha attorno un oggetto d’arte, lo è ancora di più. La mia casa era un’installazione. La mia casa è stata svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro. È stata comprata da un maniaco che ha voluto la mia casa perché è un mitomane. Mi hanno portato fuori dalla mia casa con le armi. Io piango, ho tutto lì, tutti i miei progetti. Io stavo sempre in casa a studiare, non sono uno come J Ax o Fedez. Ora sono in uno sgabuzzino a China town a Milano con un sacco di insetti. Non sto più lavorando, prima facevo un sacco di cose, ora non faccio più niente”. 

Alla base della questione, la responsabilità maggiore secondo Morgan era nelle mani dei giudici che a detta sua non avrebbero fatto il loro lavoro in maniera onesta “C’è un giudice che è il paladino degli sfratti. Peggio del giudice della canzone di De Andrè, che diventa giudice solo per poter mandare al patibolo la gente. I giudici dovrebbero giudicare, lo dice la parola stessa. Prendi una questione, ne valuti gli aspetti, pesi e capisci cosa pesa di più. Non fai a priori tutto. Il giudice che ho incontrato io non è un giudice, è uno che non si sa perché è lì, è uno sbruffone. Dovrebbe sfruttare l’occasione per fare veramente il suo lavoro e pensare, ma evidentemente non ce la fa. Ora manderà tutto al macero”.

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