I Queen a “Ghiaccio bollente”

27
Lug
2020
Pubblicato da:

Il successo e i trionfi, ma anche gli ostacoli, le discussioni, e le tragedie. Brian May e Roger Taylor, con giornalisti e discografici, raccontano una band leggendaria nel documentario in due parti “Queen: Days of Our Lives”, che Rai Cultura propone martedì 28 luglio alle 23.00 su Rai5 (canale 23).

Attraverso immagini d’archivio, interviste e filmati rari, si ripercorrono le vite di quattro uomini che hanno profondamente influenzato la musica pop del XX secolo e oltre. La prima parte racconta gli esordi negli anni ’70: la popolarità di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon è oggi indiscussa, ma agli inizi non tutto è stato facile, soprattutto perché la loro proposta musicale, che mescolava pop, rock e opera, suonava insolita alle orecchie di chi lavorava nello showbiz. Poi, con l’Lp “A Night At The Opera”, che include “Bohemian Rhapsody”, un brano lungo e dal sound assolutamente nuovo per l’epoca, la band vince ogni diffidenza di pubblico e addetti ai lavori. E conquista il mondo.

Nella seconda parte, obiettivo sugli anni ’80, quando la popolarità dei Queen è massima, Freddie è un’icona, le performance live sono successi epocali. Attraverso interviste e filmati rari, tra i quali le ultime apparizioni di Mercury, Roger Taylor e Brian May ripercorrono i più grandi trionfi e le peggiori tragedie del gruppo. Negli anni la band ha imparato che, se raggiungere la vetta del successo è difficile, restarci lo è ancora di più. Incomprensioni, divergenze e tensioni all’interno del gruppo rischiano di distruggere tutto. Poi, l’esibizione di Freddie al Live Aid e i record del “Magic” tour nel 1986: i Queen conquistano finalmente e per sempre un posto speciale tra i migliori. Il mondo è ai loro piedi quando la tragedia della malattia di Freddie colpisce all’improvviso.

Questo sito web utilizza cookies di profilazione di terze parti per migliorare la tua navigazione. Chiudendo questo banner, scrollando la pagina acconsenti all'uso dei cookie.leggi di più
Musictory utilizza YouTube API Services. Per info clicca qui