Guè Pequeno “No alla monogamia ma si alla sincerità totale”

22
Lug
2019
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Il rapper Guè Pequeno si racconta a Vanity Fair, parlando per la prima dei suoi gusti, del suo rapporto con l’altro sesso e del suo personale concetto di rapporto di coppia.

L’artista, da ormai ben 22 anni sulla cresta dell’onda grazie alla sua musica, ha affrontato tante diverse sfide in ambito artistico, tra cui la più recente partecipazione a The Voice of Italy come giudice. Oggi il suo è un nome affermato nel mondo della musica eppure nonostante questo “ricco” successo la sua paura più grande è che tutto possa finire L’ho visto succedere anche ad alcuni miei miti. Io tengo duro, anche se non posso competere con i numeri che fanno quelli che piacciono ai teen: Capo Plaza è cinque volte disco di platino ma mia madre non l’ha mai sentito nominare..

L’aspetto però che si sente di voler sottolineare come importante differenza con i giovani di oggi che fanno musica, è quello legato alla droga. Mentre c’è chi la usa come “strumento” per aumentare la creatività, per lui è una cosa completamente differente La droga per me, non è mai stata un mezzo per stimolare la creatività e non voglio dire di non essere debole, perché invece lo sono. Ma credo di essere stato capace, in qualche modo, di gestire la situazione, diversamente, non saremmo qua a parlarne. Ho tanti amici che non hanno avuto questa fortuna e ora sono in galera, in comunità o sono morti. Non posso dire di avere un rapporto sereno con la droga, ma almeno è ludico. Quando capisco che esagero e perdo il controllo riesco a dire basta..

E così mentre il successo sembra andare a gonfie vele, nella vita sentimentale non ha ancora trovato la giusta stabilità e quindi una compagna da avere al suo fianco.

Ho provato varie convivenze ma non ha mai funzionato. Anche pochissimo tempo fa, stavo per fare una famiglia, ma poi non ce l’ho fatta. Perché una donna, a un certo punto e giustamente, si aspetta un impegno che non posso garantire” racconta, riflettendo sul fatto che i rapporti di oggi sono rovinati spesso dalla tecnologia e dalla reteIn più adesso c’è tutto questo controllo: eri online, dove eri, con chi eri. Io alla fine non credo nella monogamia, né nella sincerità totale. C’è sempre una persona che ti può piacere di più, anche solo per una sera, da qualche parte. E non è una questione maschile: le donne sono anche peggio. Lo so per esperienza. Sono stato innamorato quattro o cinque volte ma poi finisce. E poi io faccio questo lavoro che mi fa stare sempre in mezzo ai ragazzi e che mi ha fatto diventare Peter pan: mi piacciono solo quelle giovani. Quando vedo le mie ex compagne di classe che erano i miei sogni erotici, adesso mi sembrano incubi. Penso: bello incontrarsi, ma adesso vai vai spingi il passeggino.”.

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