Ermal Meta lettera ai fan “La vita è imprevedibile. Ho scoperto la mia strada negli occhi di chi stava davanti al palco”

26
Mar
2019
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In una lettera aperta al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, il cantante Ermal Meta avanza l’invito ad alcuni selezionati e fortunatissimi fan per assistere al suo concerto di maggio.

La data del 20 aprile 2019 è quella in cui l’artista si esibirà a Milano al Mediolanum Forum, in occasione del suo compleanno ma soprattutto per chiudere un lungo viaggio che conta quasi 200 concerti.

Nella lettera l’artista riflette sulla sua carriera, sul sogno avverato e sulla grande folla che lo segue, ormai da molti anni a questa parte. Il concerto di Aprile sarà anche l’occasione di festeggiare il suo compleanno “con le persone del cuore.

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Caro Sorrisi,
se qualcuno, quattro anni fa, mi avesse chiesto cosa avrei fatto il 20 aprile del 2019non avrei di certo risposto: «Faccio un concerto al Forum di Assago».

La vita è davvero imprevedibile. Questi ultimi tre anni ne sono la dimostrazione, almeno per quanto mi riguarda. Avevo solo un pugno di canzoni e delle persone che credevano in me. Mi sono buttato. Non sapevo come sarebbe stato. Non sapevo cosa ne sarebbe stato di me dal punto di vista professionale. Ho scoperto la mia strada poco alla volta, centimetro per centimetro. Ed è stato bellissimo così. Ed è bellissimo così. Ho scoperto la mia strada negli occhi di chi stava davanti al palco, quel “non luogo” in cui tutto accade e niente sembra impossibile. Ho scoperto la mia strada nei fiori che mi hanno portato dopo i concerti, nei tatuaggi di mie frasi su schiene che non conosco, in abbracci che dicevano «grazie» mentre pensavo quanto fossi fortunato.

Ho scoperto la mia strada quando un giorno di molti anni fa mi sono rotto la caviglia e, costretto a letto, ho iniziato a suonare la chitarra perché non riuscivo a sedermi al pianoforte. Ho scoperto la mia strada quando mi hanno detto: «Lascia stare, la musica non fa per te, piuttosto trovati un lavoro e aiuta la tua famiglia che più di questo un immigrato non può avere». Ho trovato la mia strada e ho capito che era la mia quando qualcuno mi ha detto silenziosamente: «Sono qui per te». Ho scoperto la mia strada quando strade non ce n’erano e me la sono dovuta inventare. Ho scoperto la mia strada nel sudore, nella corsa e nella gratitudine. Ho scoperto la mia strada quando ho abbandonato delle convinzioni, facendo come le mongolfiere, lasciando qualcosa a terra per provare a volare. Ci vediamo il 20 aprile. Sarà una bella festa di compleanno.

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