Donatella Rettore racconta il trauma dell’aborto

01
Mag
2016
Pubblicato da:

Nelle vesti di ospite nel salotto di Verissimo a Canale 5, Donatella Rettore si racconta: Silvia Toffanin tra le tante domande le fa anche quella che riguarda l’ultima dichiarazione rilasciata pubblicamente poco tempo fa sulla sua vita privata.

Erano gli ultimi giorni del mese di marzo quando uscì la notizia: Donatella Rettore raccontò il dramma di aver perso un bambino, figlio che oggi se fosse venuto al mondo avrebbe avuto 20 anni. La grave perdita avvenne durante un Festival di Sanremo e lasciò in lei un profondo dolore, dolore che oggi è ancora vivo e ha accresciuto in lei il ripianto di non essere mai riuscita a diventare mamma.

Questa la dichiarazione con cui rivelò a tutto il suo pubblico il grande dolore che anni fa dovette affrontare: “Assieme a Claudio Rego dovevamo avere un figlio di 20 anni, l’abbiamo perso che era ancora nella pancia, e non è accaduto più. Mi sono rovinata di terapie, continuavano a dirci che entrambi stavamo bene ma che non veniva, ed era un mistero. Oltre ancora non ho voluto insistere.”.

Questo infine il commento rilasciato alla Toffanin durante la puntata di Verissimo: “Oggi avrebbe 20 anni. Ero a Sanremo, non c’ho fatto caso che ero incinta.. Non sono mai stata molto regolare, pensavo fosse lo stress. E invece, alla fine, è saltato fuori che l’ho perso. Come si affronta? L’ho affrontato molto inconsciamente, perché non ero cosciente, erano i primi tre mesi, altrimenti sarei stata attentissima. Sono i mesi più delicati ed io ero in tour. Questa cosa ha unito ancora di più me e Claudio. Subito ho messo da parte il mio sogno.. Ho pensato che qualcuno da lassù ha deciso che fossi solo del mio pubblico e non di una sola persona. Anche perché lo so, sarei stata una mammona, come mia mamma è stata per me. Non mi manca poi così tanto perché ho sopperito, mi son data da fare. Ho capito che di figli ne avevo tanti, il mio pubblico. Sui social ricevo molte richieste da ragazzini e ragazzine che non riescono ad interagire con i genitori e con me sì. Anzxi, voglio dire ai papà ‘Non lasciate soli i vostri figli’. Spesso la madre c’è e il papà no’… Mio padre mi è stato presentissimo e quando non c’era lo andavo a cercare io.. Ecco, più che un figlio, mi è mancato un fratello o una sorella.”.

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