“Checca isterica” le parole di Riki gli costano un’accusa per omofobia

“Checca isterica” le parole di Riki gli costano un’accusa per omofobia

12
Feb
2020
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Nelle ultime ore, Riccardo Marcuzzo è finito al centro di una polemica per un’offesa rivolta a Davide Misiano, professore di latino e volto tv, che ha commentato in maniera sarcastica il suo brano sanremese Lo sappiamo entrambi.

Il peggiore tra tutti, a detta di Misiano, era proprio quello presentato all’Ariston dall’ex cantante di Amici di Maria. Estratte alcune parti del brano, Davide ha ironicamente sentenziato:“abbiamo smarrito i soggetti e abbiamo capito meno del monologo della Leotta. Quindi tracciamo tutto con penna rossa, suggerendo: ‘Trova pace, con la sintassi e con la vita’”.

A queste parole Riki, gestito da Francesco Facchinetti, ha inizialmente risposto via instagram.

“Hai preso una frase meravigliosa che se fosse stata scritta da un personaggio più brutto e quotato dalla stampa sarebbe considerato un poeta. Il soggetto c’è, la sintassi è giusta. Se c’è una cosa che conosco è la grammatica italiana. Sai cosa? Sono bello e intelligente. Andate in crisi voi brutti e ‘intellettuali’. Tu sei pure checca e le checche per definizione sono frustrati. Si vede dal tuo sguardo in quella foto.”

Ovviamente la frase ha sollevato numerose polemiche a cui il 28enne ha ribattuto con un lungo messaggio su Instagram nel quale scrive:

“Viviamo nel paese delle contraddizioni. Dopo il video di Gossip cap. 4, ho passato una settimana a sentirmi dire “che schifo il video che hai fatto baci i maschi”. Ho messo dei poster che invitavano a scriverci sopra e mi hanno disegnato sopra piselli e chiamato “frocio”. Ho passato dei periodi recenti in cui l’insulto più utilizzato era “bimbominchia” e “finocchio”. Ho creato un billboard giante con quel titolo proprio per far riflettere sull’odio che si scatena nel web. Ho passato dei periodi a scuola in cui alcuni ragazzini mi chiamavano ricchione e mi picchiavano. Ho fatto design allo IED di Milano, tantissimi compagni erano omosessuali. Ho aperto tre start up e in una di queste uno dei soci è gay. Ho lavorato e lavoro tuttora con colleghi omosessuali. Nessuno mi ha mai pensato omofobo. Il successo di un artista viene determinato anche dalla resistenza e dalla pazienza, però ricevere critiche e ingiusti oggettivamente ingiusti non è corretto. Ho sbagliato, “checca isterica” se viene detto a me va bene e nessuno può lamentarsi se lo dico io a un chiccessia è un putiferio. Ieri sono caduto nella provocazione, capita di sentirselo dire da amici, di dirlo, di usarlo con altri significati, ma sui social ha un altro suono, un altro peso e capisco che può offendere. Se qualcuno si è sentito offeso mi dispiace, io non sono omofobo, ma credo che intorno a questo argomento ci sia tanta ipocrisia.”