Amadeus si congeda per il terzo festival “Ma magari un giorno potrei tornare”

Amadeus si congeda per il terzo festival “Ma magari un giorno potrei tornare”

08
Mar
2021
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Amadeus festeggia la fine del Festival di Sanremo, il secondo condotto da lui che all’ultima puntata ha superato il 50% di share. Un risultato “spettacolare” considerando l’anno in corso e la situazione economica/morale del paese.

“Non ci sarà l’Ama ter, lo abbiamo già deciso io e Fiorello. Se un giorno la Rai vorrà ancora affidarci il festival, magari prima dei 70 anni, sarà una grandissima gioia. Ma il terzo di seguito non ci sarà”.

Queste le parole del conduttore che all’ultima conferenza stampa di questa 71esima edizione ha messo subito in chiaro le cose, davanti ai giornalisti che già gli chiedevano i progetti per il prossimo anno.

La coppia Amadeus-Fiorello chiude con questa edizione, speciale, diversa, unica, di rottura tra il passato e il futuro “In una settimana in cui la gente non ha smesso di informarsi, mentre i contagi aumentano, è un atto eroico aver realizzato un’operazione culturale fortissima. Abbiamo risposto agli appelli dei ministri, della politica, di chi guida questo Paese a dare un segnale di intrattenimento sobrio. E’ stata un’azione di grande coraggio, nobiltà, sintonia con il Paese”.

Amadeus rivendica il pregio della “sincerità” e archivia “con orgoglio” la sua esperienza a Sanremo, “l’apice della carriera per un conduttore. Sono grato alla Rai, a Teresa De Santis, che l’anno scorso mi ha affidato il festival, a Coletta che mi ha richiamato. Una proposta per due anni di seguito è un motivo di grande soddisfazione. Ringrazio l’amministratore delegato Fabrizio Salini. Sono stati due Sanremo storici, l’edizione dei 70 anni e poi questa. Ma dopo due edizioni così, non ci sarà la terza”.

Riguardo alle inevitabili polemiche, che fanno parte dello spettacolo “Sanremo è un simbolo, tutto ciò che accade qui può essere ingigantito in una maniera incredibile e ho sempre avvertito questa responsabilità. Penso a Beatrice Venezi e alla sua decisione di farsi chiamare ‘direttore’ e non ‘direttrice d’orchestra’, all’appello per Patrick Zaki, alla battaglia dei lavoratori dello spettacolo. Chiunque salga su quel palco ha dovere di rispettarlo come e più di qualsiasi altro appuntamento televisivo. Sanremo appartiene all’Italia, dobbiamo andarne fieri”, conclude Amadeus.