Amadeus e Fiorello vogliono le scuse dai giornalisti “Non è stato un flop”

Amadeus e Fiorello vogliono le scuse dai giornalisti “Non è stato un flop”

08
Mar
2021
Pubblicato da:

Sanremo è stato un flop. Questo è stato il titolo di tantissime testate giornalistiche dalla prima puntata del festival di Sanremo che quest’anno ha registrato ascolti bassi.

Solo l’ultima puntata è riuscita, anche se di poco, a superare il 50% di share. Sembrava un fallimento fin dal primo spettacolo, ma Amaudes e Fiorello non accettano la sconfitta, non accettano la parola FLOPusata inutilmente e a sproposito” hanno dichiarato.

La coppia che è stata tanto criticata per uno spettacolo che non solo non decollava ma che ha raggiunto orari limite, soprattutto nella serata della finale conclusasi oltre le 2:30 del mattino.

“Chiedo scusa per la proclamazione dopo le 2, non è stata pensata per mancare di rispetto a voi, e qualora voi abbiate percepito questo come una mancanza di rispetto, io vi chiedo scusa. È stata così, l’anno prossimo arriverà qualcuno che la darà un’ora prima e farà meglio. La stessa però rispetto e onestà la dovete avere voi. La stessa onestà nei confronti del pubblico a casa la chiedo a voi nel dire che questo è uno dei Sanremo più forti nella storia del festival, anche in termini di ascolti“.

Queste le parole del conduttore, deluso dal comportamento dei giornalisti che a detta sua non hanno saputo valutare gli ascolti in relazione al periodo che stiamo vivendo e all’umore di milioni di italiani.

“Ho sentito numeri pazzeschi, ma ho letto cose che non combaciano – è stato il commento di Fiorello, chiamato in causa in quanto co-conduttore del Festival – Ma che festival hanno visto? Ho letto addirittura la parola flop, un flop da 14 milioni? C’è qualcosa che non mi torna, ‘corrigetemi se sbaglio’. Chi fa il mio mestiere – sottolinea – sa cosa succede quando si fa una battuta: il pubblico non serve per l’ego, fa parte dell’esibizione, ti guida, ti dice tutto, se ti manca quello sei in difficoltà. Secondo me – conclude – ci siamo inventati un mestiere, fare spettacoli per nessuno in sala”.

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