15 luglio 1989. Il magico concerto dei Pink Floyd a Venezia con 200mila persone

15
Lug
2020
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Il 15 luglio 1989 la band di Cambridge suonò in Laguna per la festa del Redentore, davanti a 200mila spettatori. L’evento, prodotto dalla Rai e trasmesso in mondovisione, per De Michelis doveva essere una prova generale in vista della candidatura a Expo 2000.

I Pink Floyd suonarono su una gigantesca chiatta galleggiante nella laguna davanti a 200mila persone stipate senza le minime condizioni di igiene e sicurezza in piazza San Marco, in un evento che ancora oggi, a seconda di chi ne parla, viene ricordato come un concerto straordinariamente suggestivo o terribilmente disorganizzato, come un momento di prestigio internazionale o come una tragedia cittadina paragonabile all’alluvione del 1966.

Stimate 200mila persone, forse più, che occuparono ogni spazio possibile in piazza San Marco e sulla Riva degli Schiavoni sin dal mattino, compresi i tetti degli imbarcaderi. Qualcuno tentò anche la scalata delle impalcature del Palazzo delle Prigioni in restauro per avere una miglior vista del palco galleggiante.

Per motivi tecnici, dovuti alle esigenze televisive della diretta, alla disponibilità dei satelliti per la mondovisione e alla pubblicità, il concerto fu limitato a soli novanta minuti, con alcune canzoni tagliate o eliminate del tutto rispetto alla scaletta originale (furono suonate infatti solo quattordici canzoni anziché le ventitre previste nel tour).

“Lo spettacolo di Venezia è stato molto divertente, ma molto teso e snervante. Avevamo una durata specifica dello spettacolo da fare; la trasmissione via satellite ci ha obbligato ad avere un programma assolutamente preciso. Avevamo l’elenco delle canzoni e le avevamo accorciate, cosa che non avevamo mai fatto prima. Avevo un grande orologio digitale rosso sul pavimento di fronte a me e l’ora di inizio di ogni canzone scritta su un pezzo di carta. Se ci stavamo avvicinando all’ora di inizio della canzone successiva dovevo solo chiudere quella che stavamo suonando. Ci siamo divertiti molto, ma le autorità cittadine che avevano accettato di fornire i servizi di sicurezza, i servizi igienici e il cibo hanno completamente rinnegato tutto quello che dovevano fare e poi hanno cercato di incolpare noi di tutti i problemi successivi.” (David Gilmour)

La chiusura del concerto fu segnata dal tradizionale grande spettacolo pirotecnico che caratterizza la festa del Redentore e proprio questo fece registrare un’intensità di centosette decibel, superiore ai limiti concessi.

La gestione complessiva del megaevento fu al centro di aspre polemiche sulla salvaguardia della città lagunare.

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