Vasco Rossi tra duetti e beneficienza “Non sono disposto a scendere a compromessi per la musica”

26
Apr
2018
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Grande sul palco e nella vita, soprattutto lontano dai riflettori: è questo uno dei motivi per cui Vasco Rossi è sempre stato molto amato dal grande pubblico italiano.

Spesso criticato per il suo continuo rifiuto davanti agli inviti ai concerti di Luciano Pavarotti, quelli a scopo benefico, per la prima volta il Blasco racconta il motivo. Durante un’intervista privata rilasciata a VanityFair (nel numero in edicola dal 25 aprile) dice la sua sui duetti e sul delicato tema della beneficienza.

Sicuramente quello che viene disegnato in questa intervista è un uomo che non è disposto a scendere a compromessi di nessun tipo per raggiungere il successo.

Sul tema dei duetti, oggi “tecnica” adottata da molti suoi colleghi, lui chiarisce Non sono tipo da duetti e terzetti. Ho sempre avuto la sensazione che quelli che si mettono insieme è perchè non sanno bene che cosa fare. Cantare una canzone metà io e metà te va bene per i bambini dell’asilo: ci mettiamo il grembiulino, ci teniamo per mano e cantiamo la canzoncina.

Ma le sue idee sulla musica d’autore non finiscono qui, perchè oltre a criticare la scena artistica delle collaborazione, non condivide nemmeno chi usa la scena pubblica per fare beneficienzaA volte, ti dicono: ‘è per beneficenza’. Ma, secondo me, la beneficenza è una di quelle cose che fai aprendo il portafoglio e magari stai anche zitto, sennò non si capisce dove finisce il vantaggio per chi la fa e dove comincia la beneficenza. Per questo al povero Pavarotti ho sempre detto di no.

E infine lui è e resterà sempre un cantante, non un calciatore. Il riferimento è per la nazionale cantanti che lui preferisce chiamare “squadra cantanti” perchè le parole sono importanti.

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