Nino D’Angelo su Salvini “No ai migranti in Italia e si ai razzisti negli stadi?”

09
Gen
2019
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Altro giro, altra storia e altra corsa contro il ministro degli interni Matteo Salvini che questa volta viene attaccato da un altro esponente importante della musica italiana. Nino D’Angelo dice la sua e riflette sulle scelte politiche del ministro, rappresentate della Lega.

Mentre in rete nelle ultime ore è iniziata a girare un’immagine virale che da supporto alla scelta di Matteo Salvini di chiudere i porti, Nino D’Angelo da Napoli avanza alcune riflessioni contro la politica salviniana e la decisione di lasciare le curve degli stadi aperte ad alcune persone.
“Questo ministro che chiude i porti ai migranti e lascia aperte le curve ai razzisti si commenta da solo. D’altra parte, di cosa ci meravigliamo? È lo stesso che cantava “Vesuvio, lavali col fuoco””.

Queste le parole del cantautore italiano, chiaramente in disaccordo con il ministro, che tira in causa non solo la questione degli sbarchi ma anche quella degli stadi che ultimamente è tornata sotto ai riflettori della cronaca.

Tutto è nato dal caso degli ululati contro KoulibalyMi hanno fatto malissimo – afferma l’artista – non solo perché parliamo di un ragazzo d’oro e di un grandissimo calciatore. So come ci si sente, io stesso sono stato vittima del razzismo”.

E sul caso della chiusura porti a qualche decina di persone, invece che le porte di uno stadio, D’Angelo commenta “Evidentemente è più facile mostrare severità contro 49 persone, fra le quali donne e bambini, che si trovano in mezzo al mare. Ma non mi stupisco, sono anni che Salvini delegittima il Sud. Basta fare un giro in internet, ci sono i filmati che lo riprendono mentre intonava quei cori”.

Nino D’Angelo espone ancora il suo pensiero, contro la Lega che lui sostiene essere ancora Lega Nord “Mi viene da pensare che il suo pensiero sia sempre lo stesso. Non dimentichiamo che il suo partito nasce politicamente con l’obiettivo di dividere l’Italia. Non si chiama più Lega Nord, bensì solo Lega. Eppure la sua natura resta quella”.

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