Michael Jackson è un pedofilo: il documentario che descrive un mostro

21
Mar
2019
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Michael Jackson è stato protagonista del docu-film Leaving Neverland in onda martedì e mercoledì sera sul canale Nove. Il ritratto che ne è uscito è quello di un pedofilo in piena regola.

I dettagli scabrosi si susseguono per le due puntate, diventano sempre più minuziosi, quasi ossessivi. Espliciti. Così, il racconto diventa sempre più inquietante e restituisce al telespettatore il ritratto shock di uno dei più grandi artisti musicali della storia mondiale.

Dopo la proiezione di questo film, le accuse contro Jacko sono pesantissime. Leaving Neverland si basa sulle testimonianze di Wade Robson e James Safechuck, che raccontano al regista Dan Reed di come Jackson avrebbe abusato di loro da quando avevano sette e nove anni fino all’adolescenza. 

Nel documentario, le rivelazioni che hanno dipinto Jacko come un mostro sono proprio quelle dei due testimoni, che hanno raccontato nei dettagli la loro versione dei fatti “Mi ha accarezzato il pene da sopra i vestiti e poi mi ha infilato la mano nei pantaloni e ha cominciato a palpeggiarmi in quel modo. Non c’era niente di aggressivo in lui, né di violento (…) Poi Michael ha voluto che facessi lo stesso con lui e mi ha messo la mano sul suo pene, che ecco, era eretto“.

La storia però non sarebbe finita qui perché proprio James ha raccontato che Jacko, una volta che lui ebbe raggiunto l’età adolescenziale, lo avrebbe indotto ad avere con lui rapporti più spinti, arrivando alla sodomia.

Le reazioni su questo documentario sono state molto diverse. Il pubblico si è diviso tra chi sostiene che siano solo storie per infangare in modo cattivo la reputazione dell’artista e chi invece crede fermamente a ogni singola parola mettendosi così dalla parte dei due testimoni.

A dimostrazione che questo-docu film abbia avuto un seguito, sono state le tante reazioni di grandi nomi che hanno deciso, come Louis Vuitton, di abbandonare ogni progetto legato a Jacko. Dopo il marchi di moda, dal Canada e dalla Nuova Zelanda arriva anche la notizia che alcune radio hanno deciso di eliminare le sue canzoni dai pelinsesti.