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23
Ago
2012

La Giamaica compie 50 anni e con lei anche la sua musica: da Bob Marley a Sean Paul

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Quando si parla di tipologie musicali come il Raggae, il primo pensiero va a Bob Marley e il secondo alla sua patria, la Giamaica. Il paese, che ha dato un grande contributo alla musica popolare contemporanea, è nato solamente 50 anni fa, in quanto ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nell’estate del 1642; un paese “nuovo”, dunque, che però ha già scritto anni e anni di storia musicale fondamentale per i giorni nostri: la Giamaica ci ha regalato il reggae, lo ska, il rock steady e il dub.

Tante le celebrità che hanno contribuito a rendere “grande” quel piccolo lembo di terra (appena 10mila chilometri in pieno mare dei Caraibi), in primis Bob Marley, seguito negli anni da Jimmy Cliff a Peter Tosh, dai The Maytals a Bunny Livingston, da Shaggy a Sean Paul e, più recentemente Sean Kingston. Presi insieme, gli eroi della musica giamaicana hanno venduto più di cento milioni di dischi in tutto il mondo.

Il tratto distintivo di tutta la musica giamaicana è sicuramente il ritmo in levare, quel divertimento percussivo a volte veloce (ska), altre lento (reggae) o lentissimo (dub) che solitamente si accostata a periodi e contesti diversi, che negli anni hanno filtrato i generi musicali verso altre strade, completamente opposte a quelle delle sue origini e delle primissime diffusioni giovanili.

Il Reggae, forse il più apprezzato dei vari generi musicali giamaicani, è essenzialmente discendente dallo Ska, ma sviluppatosi propriamente come leggera variante del Rocksteady. Esso inoltre, almeno nelle sue forme classiche, trae elementi dalla musica popolare giamaicana ma soprattutto dagli influssi R&B e soul nordamericani in voga negli Stati Uniti in quell’epoca. Con l’avvento del culto religioso rasta, capeggiato da Bob Marley, ci fu una graduale trasformazione del reggae non solo sotto l’aspetto musicale e ritmico, ma anche come culto vero e proprio, cambiando notevolmente quelle che erano le radici pure di questo specifico sound.

Negli anni 60 la gioventù giamaicana aveva i modelli soul e r’n'b come riferimento, riletti in chiave sentimentale e di lotta sociale. Muovono intanto i primi passi astri di prima grandezza come Jimmy Cliff e i Wailers, supergruppo che riunisce Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Livingston.

Il resto del mondo, però, si accorge del reggae soltanto nel 1972, quando verrà presentato a Venezia “The Harder They Come”, un film di Perry Henzell interamente prodotto in Giamaica il cui protagonista è la star del reggae Jimmy Cliff. In questo periodo, poi, Bob Marley raggiungerà la piena maturità artistica che farà sviluppare brani epocali come “No woman no cry” e dischi eccezionali come “Rastaman Vibrations”.

Attualmente molto amato in Giamaica e in tutto il mondo è Alborosie, di origini italiane ma naturalizzato giamaicano: all’anagrafe Alberto D’Ascola è l’ex leader e fondatore della band Reggae National Tickets, da anni trasferitosi e residente in Giamaica per confrontarsi con la cultura reggae e rastafari.

Non possiamo non citare Shaggy e Sean Paul: il primo è il cantante di “Boombastic, dall’inconfondibile tono di voce baritonale, facilmente identificabile per il suo marchio commerciale e per il suo modo di rappare e cantare; il secondo è noto per le collaborazioni vincenti come “Baby Boy” con Beyoncé, ma anche per altri duetti con Keisha ColeAlexis Jordan.

In fine, arriviamo al primo decennio del 2000: dalla dolce voce profonda, esce fuori dai confini giamaicani la simpatica personalità di Sean Kingston, classe 1990, che nel 2007 spopola con “Beautiful Girls“.


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