
Dopo lunghe trattative, decisioni, contro-decisioni, ripensamenti e grosse critiche, finalmente la questione è arrivata ad un punto: Sanremo non slitterà dopo le elezioni, e si svolgerà nelle date che erano state inizialmente stabilite: dal 12 al 16 febbraio. D’altronde una decisione diversa sarebbe stata complicata per la chiusura dei contratti degli ospiti e pericolosa per le polemiche. Pioggia di insoddisfazioni da parte del mondo politico: gli ospiti invitati al Festival sarebbero per lo più comici di sinistra, che potrebbero influenzare il pubblico e danneggiare la par condicio. La Rai, però, non si è fatta convincere e ha deciso:
L’italia canterà prima di andare a votare, il Festival non slitta perchè Sanremo è Sanremo e merita rispetto. Difficilmente la Littizzetto riuscirà a contenersi dalle frecciatine e battutine politiche, e si prevedono insulti, querele e quant’altro.
Tra l’altro, spostare il Festival a marzo sarebbe stato un ulteriore problema poichè sarebbe caduto in concomitanza della serata per Lucio Dalla da Bologna, il 4 marzo, il giorno del compleanno del cantautore.




