Leonardo.it

Iggy Pop: la musica di oggi? Un drink scadente con il 10% di succo

02
apr
2012
Pubblicato da:

 

L’ormai leggendario cantante Iggy Pop lancia una pesante accusa contro la musica di oggi e i giovani rocker, e lo fa attraverso un video apparso sul sito ufficiale dell’iniziativa Record Store Day 2012, di cui Pop è ambasciatore: si tratta di una rassegna musicale votata alla promozione della musica internazionale indipendente in cui gli artisti meno conosciuti cercano di emergere e farsi notare dalle etichette discografiche.

 

Ed è proprio in questo senso che si esprime Iggy Pop, una leggenda ormai consolidata del rock del secolo scorso:

“La musica di oggi somiglia ai drink di basso costo che trovi ai supermercati: è un periodo dove gli artisti e la loro musica vengono manipolati, pronti per essere serviti e acquistati, un drink a basso costo che  sull’etichetta riporta: contiene il 10% di succo.”

I giovani artisti emergenti di oggi mancherebbero dunque di autenticità e forza di volontà nel portare avanti le proprie idee e la propria musica: è un quadro triste e pieno di amarezza quello prospettato (realisticamente, bisogna ammetterlo) da Iggy Pop, che concepisce il mercato discografico di oggi come totalmente spersonalizzato, votato ad un uso prettamente consumistico o – peggio ancora – usa & getta, in cui lo stile e il sound del personaggio sono confezionati su misura dalle grandi major discografiche a seconda delle esigenze (basti pensare agli attuali big della musica: istrionici personaggi che cambiano radicalmente ad ogni disco, in una strategia di marketing dopo l’altra che finisce col prevalere sulla musica. Verrà certamente alla mente Lady “Germanotta” Gaga..).

 

 Aggiunge il cantante:

 “Il mio nome, la mia cultura, la mia educazione musicale è il frutto di aver lavorato sin da piccolo in negozi di dischi. I piccoli negozi indie sono stati sempre una miscela di teatro e laboratorio. Negli anni 50′ e 60′ i giovani dopo la scuola accorrevano in questi negozi per scoprire nuova musica e capire se quel beat gli piaceva.”

Mancherebbe dunque la vera “passione” per la musica e i negozietti di musica usati come strumento di rodaggio e scoperta di sè, un modo per trovare musicalmente se stessi e il proprio sound, riuscendo così a distinguersi dalla massa e diventare qualcuno grazie alle proprie esperienze e alle proprie passioni.

Si tratta certamente di un punto di vista parecchio nostalgico, ma quello prospettato da Iggy Pop è sicuramente un quadro molto realistico..