Giorgia da brivido a Napoli “Abbiamo voglia di dirti che ti vogliamo bene”

08
Giu
2018
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Tanti sono saliti sul palco napoletano ieri sera, ciascuno degli artisti passati dallo Stadio ha voluto rendere omaggio a modo proprio al ricordo del grande amico scomparso ormai tre anni fa.

Da Jovanotti a Claudio Baglioni, ad Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Gianna Nannini, Biagio Antonacci e ancora moltissimi altri hanno ripreso in mano la discografia intera di Pino Daniele e ne hanno tirato fuori un grande concerto, che come sempre purtroppo in rete ha sollevato anche tante critiche per le modalità di interpretazione dei brani.

Polemiche a parte, la serata è stata un successo, in migliaia erano presenti allo Stadio San Paolo e quasi 3 milioni di Italiani erano sintonizzati su Rai1 per seguire il concerto.

Tra le esibizioni, i sorrisi e le lacrime, Giorgia è forse l’artista che maggiormente si è fatta notare ieri sera, soprattutto per il messaggio che ha rivolto al pubblico e a Pino L’assenza di Pino Daniele è un peso grande, però stasera, nell’arrivare tutti qui a Napoli, con la voglia di dirgli ti abbiamo voluto e ti vogliamo ancora bene e di mandare al diavolo qualsiasi impegno pur di rendergli omaggio, quel vuoto abissale sembra meno vuototra l’emozione del momento e alcune pause la cantante ha proseguito “Anche se Pino manca e a me mancano la sua voce, le sue battute, la sua meravigliosa capacità di relativizzare, di scherzare, di minimizzare con semplicità il contesto anche nelle difficoltà, di alleggerire l’aria e trasformarla in soffio lieve”.

Per lei Pino non è stato solo un collega ma negli anni è stato un grandissimo amicoUn’amicizia vera. Una delle poche per non dire l’unica che si possa definire tale che abbia davvero nel mio ambiente. Perché poi quando ci incontriamo tra noi cantanti ci abbracciamo e c’è affetto, ma tra un impegno e l’altro è difficile andare in profondità ed evadere dai discorsi che riguardano il lavoro. Con Pino era diverso, lui mi diceva “mettiamo su un caffè”, armeggiava con cucchiaini e moka perché gli piaceva immensamente fare le cose da solo e iniziavamo subito a parlare di altro. ‘Cantare è importante’ argomentava, ‘ma suonare lo è di più e io devo ancora trovare il suono della mia chitarra’”.