Cesare Cremonini “Sono un calciautore e oggi sto per entrare nei miei sogni”

16
Apr
2018
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Il cantautore emiliano ha rilasciato questa mattina una lunga e ricca intervista ai microfoni di Radio Italia, dove ha raccontato non solo il suo ultimo disco ma soprattutto il dietro le quinte della preparazione del tour.

Sono solo quattro le date in programma nella prossima estate per la tournèe di Cesare Cremonini, che porterà nelle maggiori città italiane tutti i maggiori successi della sua carriera, fino ai singoli di oggi di Possibili Scenari. L’artista si è raccontato a 360° svelando le difficoltà e l’agitazione di preparare ogni serata La verità è che, quando le cose si fanno così importanti e grandi, si innescano dei meccanismi inconsci di sopravvivenza. Devi affrontare una cosa che è nettamente più grande di te, devi trasformarti in una notte sola da Robin a Batman: per farlo, mi sto iniziando a circondare di positività, sono sempre più felice ed è un meccanismo di sopravvivenza per affrontare una cosa complicata, in cui stress e pressione diventano grandi. La paura la affronti quando cerchi di essere avvincente verso te stesso e di portare nella tua vita più sorriso possibile.

Quello di fare il cantautore è un sogno che insegue da tutta la vita, Cesare ha sempre desiderato arrivare dove è oggi, trasformando la sua passione in un mestiere e visti i grandi risultati ottenuti ad oggi, sembra proprio esserci riuscito “Ho iniziato a pensare a questo mestiere da bambino. Come ho scritto sui social, mi definisco un ‘calciautore’. Nell’età in cui da piccolo sogni di fare il calciatore, a 14-15 anni, io ho deciso di diventare cantautore: ho scritto ’50 Special’ a 17 anni e i primi successi dei Lunapop sui banchi di scuola. Non ho capito bene cosa volevo fare, ma è andata bene nella musica. Sì, sto per entrare nei miei sogni.”.

Riguardo alla tournée che sta per iniziare, con una data nella sua Bologna già sold out, Cesare si dimostra molto soddisfatto “Il Dall’Ara è tutto sold out e anche a Milano siamo sopra i 50mila: San Siro al massimo ne contiene 54mila, quindi siamo in chiusura anche lì… Mancano i parenti!.

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