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Ambra Angiolini sul caso Morgan “I giovani vanno ascoltati”

18
Apr
2017
Pubblicato da:

Sul caso Morgan interviene ora Ambra Angiolini che dice la sua sul comportamento che Morgan avrebbe avuto con i ragazzi della sua squadra, in particolare con il giovane Thomas Bocchimpani.

L’addio di Morgan, l’arrivo di Emma Marrone e le prime difficoltà per i ragazzi: durante le registrazioni della prossima puntata in onda sabato 22 aprile in prima serata su Canale 5, il nuovo coach della squadra bianca avrebbe proposto il giovane come concorrente destinato al ballottaggio finale facendogli rischiare l’eliminazione dal programma.

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Ma facciamo un passo indietro e torniamo a parlare di Ambra Angiolini che oltre ad essere stata molto contestata per il ruolo che la redazione le ha assegnato, ha fatto accendere il riflettori sul gossip tra lei e Francesco Renga nella serata in cui il cantante era stato chiamato come ospite.

L’attrice ha dichiarato di essere contenta per il ruolo che riveste, e oggi si sente perfettamente a suo agio “Mi sto divertendo perché in fondo mi sento una ‘mariana’ proprio come tutti quelli che seguono e amano ogni giorno i suoi programmi. Mi appassionano le storie delle persone e le trame che si intrecciano e in questo programma ce ne sono tantissime”.

Da giudice quale è, non si è certo risparmiata (anche lei) di fare il suo commento su Morgan, la cui questione lavorativa con Amici si è chiusa definitivamente “Morgan fa quello che fa ogni giorno su se stesso, destruttura tutto e tutti. I ragazzi sono molto giovani, spesso non riescono a mettere insieme i pezzi. Per questo motivo, in queste ultime settimane li ho sentiti un po’ persi” poi in particolare su Thomas, che risulta essere il concorrente con il maggiore gradimento da parte del pubblico, ha detto “In Thomas, vedo un ragazzo magnifico che nonostante le difficoltà rimane in piedi. Le nuove generazioni sono straordinarie, crescono di settimana in settimana. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, non demoralizzati. La difficoltà dei talent è quella di proporre dei ragazzi in un mercato che è già saturo. Ai miei tempi bastava essere un po’ speciali: oggi bisogna essere unic”.

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