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40 anni da “Terra Mia”, il primo album di Pino Daniele in un libro

06
Ago
2017
Pubblicato da:

Claudio Poggi assieme a Daniele Sanzone raccontano in un libro il primo disco di Pino Daniele, a 40 anni dalla sua uscita: era il 1977 l’anno in cui, con etichetta EMI Italiana, veniva pubblicato il primo album di Pino Daniele.

Proprio quest’anno ricade il 40esimo anno dal suo debutto nel mondo della musica italiana; l’album genere blues fu realizzato grazie alla preziosa collaborazione del produttore Claudio Poggi e conteneva 13 brani, tra cui il suo cavallo di battaglia Napule è.

E’ lo stesso Poggi che oggi vuole ricordare il cantautore partenopeo, scomparso il 4 gennaio 2015, raccontando questo album e i suoi retroscena in un libro. Al suo fianco in questo progetto editoriale c’è Daniele Sanzone, un musicista che ha sempre fatto di Pino la sua “musa”; a 40 anni distanza il nuovo libro raccoglie la storia di questo lavoro, i retroscena, il significato di ogni brano ecc.

Il produttore raggiunto dai microfoni di FanPage ha dichiarato “Questo libro nasce a distanza di un anno dalla scomparsa di Pino, dopo tutte le dichiarazioni, i commenti e le testimonianze, alcune veramente inopportune e farneticanti, ho sentito l’esigenza di raccontare ai fan e a tutti quelli che sempre di più lo adorano, chi è stato veramente questo “masaniello” della musica. Senza alcuna retorica e avvalendomi dei miei ricordi, quando quarant’anni fa ho vissuto insieme a lui questa fantastica avventura. Avevo però bisogno di un partner, una sorta di analista che mi stimolasse questi racconti e mi facesse rivivere come in un film questi momenti, una persona giovane che all’epoca non era nata ma che avesse conosciuto più tardi il grande Pino. Così la scelta è caduta su Daniele Sanzone, leader degli ‘A67, una band tosta e impegnata nel sociale. Inoltre Daniele è per me quel fratello minore che non ho mai avuto e che come me ha vissuto e vive la passione per la musica e per Pinotto come punto fondamentale della sua vita.”.

Prosegue poi sottolineando l’importanza di quel disco, non solo perché fu il primo della sua carriera “Terra mia è per tutti l’inizio di una svolta epocale della canzone napoletana, di un nuovo linguaggio e di una nuova musicalità che segna un confine storico e sociale con il passato e non so se e quando e da chi verrà superato.”.

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