Biografia Fear Factory

Il rock moderno vive un periodo in cui la staticità è sopravvalutata e le innovazioni sono state dimenticate, ma gli alfieri dell'heavy metal losangelino, i Fear Factory, restano dei pionieri della musica contemporanea. Sono stati tra i primi a mixare l'hardcore con beats industrial e sintetizzatori, ed hanno pubblicato album di remix molto prima che questa pratica diventasse una moda. In più il cantante Burton C. Bell si è ispirato a cantanti come Chris Cornell degli Audioslave ed ex Soundgarden, Andrei Eldrdge dei Sisters Of Mercy e Wayne Hussey dei britannici The Mission per creare uno stile unico che fonde un perfetto gusto melodico ad un cantato aggressivo. Giusto: i Fear Factory lo hanno fatto per primi.
"Non mi vedo proprio come un pioniere", dice Burton. "Ma guardando i nostri dischi e ciò che i Fear Factory hanno fatto negli ultimi 12 anni, credo che tutto abbia avuto un certo effetto sulla scena rock. La gente ha seguito quello che abbiamo fatto. Alcuni gruppi hanno remixato i loro album, altri mi hanno sentito cantare e hanno pensato ‘Wow, è aggressivo, ma poi comincia a cantare davvero. È una grande idea!". I Fear Factory proseguono come schiacciasassi con il loro stile, da molti emulato ma mai eguagliato, grazie al loro quinto album, "Archetype".
"Il significato di ‘Archetipo' è il modello che tutti copiano", spiega Burton. "Per me i Fear Factory sono questo, e ‘Archetype' è un momento ben definito per noi. Ascolta questo disco e saprai esattamente da dove vengono tutte le altre band". "Archetype" è un ulteriore passo nella splendida discografia dei Fear Factory. Formatisi nel 1990, la band ha pubblicato il suo debutto, "Soul Of A New Machine", nel 1992. L'EP "Fear Is The Mind Killer", dell'anno successivo, ha mostrato la volontà della band di sperimentare con la propria musica ed hanno definito meglio lo scopo mettendo le canzoni del loro debutto nelle mani dei remixer Rhys Fulber e Bill Leeb dei Front Line Assembly. Nel 1995 i Fear Factory pubblicano il loro secondo full-lenght, "Demanufacture", seguito, due anni più tardi, da un altro album di remix, "Remanufacture (Cloning Technology)". Tornano poi nel 1998 con "Obsolete", che vede l'affermato stile della band influenzare il boom dell'alternative metal che ha contribuito a creare. "Obsolete" diviene il loro album di maggior successo fino ad allora: il successo dei Fear Factory viene consolidato dall'apparizione in diverse colonne sonore e dalla partecipazione all'Ozzfest del 1999. Il quarto album della band, "Digimortal", è arrivato addirittura nella Top 40 degli album in USA. A metà del 2002, però, Burton C. Bell si è accorto che non tutto andava bene in seno alla band. "La tua macchina fa dei rumori strani; sai che può rompersi e devi ripararla. La nostra macchina aveva questo tipo di guasto. Una parte non lavorava bene con il resto della macchina. Ho lasciato la band perché avvenisse un cambiamento, e, grazie alle mie azioni, tutto è andato per il meglio. Ci siamo presi il nostro tempo perché i Fear Factory chiudessero momentaneamente per un rinnovo. L'uscita di ‘Archetype' annuncia la nostra grande riapertura". Come Burton canta nella title track "The soul of this machine has improved (L'anima di questa macchina è migliorata)".
Con la dipartita di Dino Cazares, a lungo membro dei FF, e la posizione chiave di chitarrista rimasta vacante, un rimpiazzo logico è stato trovato immediatamente nella figura del bassista Christian Olde Wolbers. "Christian ha fatto parte dei FF per molto tempo", racconta Burton. "All'inizio era un chitarrista, poi ha cominciato a suonare il basso. È una parte importante della macchina, e conosce il lavoro interno e la filosofia della band. Quando ci siamo resi conto che Christian capiva di cosa avevamo bisogno, Raymond ed io sapevamo che avrebbe suonato la chitarra". Il nuovo bassista è Byron Stroud, ex Strapping Young Lad. "Siamo amici di Byron da anni e siamo stati in tour con gli Strapping Young Lad", spiega Burton. "Byron proviene da una band molto intensa con delle parti molto difficili nelle canzoni e noi avevamo bisogno di qualcuno che suonasse in quel modo. Ci piaceva Byron, così gli abbiamo chiesto di provare a suonare con noi ed è andata bene".
Con la nuova macchina pronta ad andare a pieni giri, i FF hanno trovato "casa" (per ciò che riguarda gli States) nella Liquid 8 Records, che vanta un ventaglio di artisti di diversi generi musicali. "I ragazzi della Liquid 8 Records ci supportano molto e sono molto eccitati all'idea di lavorare con un gruppo come i Fear Factory", dice Burton. "Tutto ciò è importante, perché abbiamo bisogno di gente che creda nella nostra musica, e quando ami qualcosa è più facile lavorarci su. Stiamo molto bene alla Liquid 8 e tutti sono felici".
Registrato nei Rhumbo Recorders di Los Angeles e prodotto dagli stessi membri della band, "Archetype" mantiene il segno distintivo della band senza ripetere il passato. "È molto attuale, ma ascoltandolo ti accorgi che è un disco dei Fear Factory sia nell'attitudine che nello stile", spiega Burton. "Ci sono sempre tutti gli elementi chiave. Fin dall'inizio l'essenza dei Fear Factory è stata rappresentata dal suono di batteria di Raymond. Sappiamo che basta seguire Raymond per ottenere un riff dei FF. Io mi ispiro ancora a parti vocali aggressive e melodiche, e scriviamo canzoni lontane da ciò che passano le radio, ma non per il semplice gusto di essere pesanti. Sono canzoni vere. I nostri fan vogliono che le nostre canzoni suonino come i Fear Factory, e noi abbiamo scritto grandi canzoni, con un sound brutale e passionale. Diciamo ai nostri fans ‘Ecco, ascoltate un po' questo!'".
Parlando delle canzoni che compongono "Archetype", Burton ammette che i Fear Factory hanno sempre raccontato la sua storia. "Ho scritto i testi per tutti questi anni, perciò tecnicamente la musica dei FF è la storia della mia vita. Le nostre canzoni mostrano come gli avvenimenti e le persone mi abbiano colpito e come osservo i diversi aspetti del mondo. Questo disco non è diverso, in questo. ‘Archetype' è molto attuale e riflette ciò che è accaduto alla band negli ultimi due anni e cos'è successo nel mondo stesso".
"‘Slave Labor', la canzone principale, è brutale e il testo parla del mio modo di vedere il music business. Una delle mie canzoni preferite, ‘Cyber Waste', è molto hardcore e parla delle persone che in chat dicono stronzate senza sapere nulla, in realtà. ‘Corporate Cloning' parla delle industrie che cercano di creare qualcosa che non è reale e ‘Human Shield' è presa direttamente dai titoli dei giornali: quando abbiamo invaso l'Iraq c'era gente che andava lì come scudo umano (human shield significa scudo umano, appunto) per fermare la guerra. Ma ci sono scudi umani anche dalla nostra parte. La title track, invece, definisce ciò che sono i Fera Factory, completamente. Ha parti classicamente FF, e cantato aggressivo/melodico, ma non c'è alcuna premeditazione in questo. Tutto l'album parla di vita moderna, tutto qui".
L'uscita di "Archetype" è prevista (in Europa su Roadrunner, la storica etichetta dei FF) per la primavera del 2004 e Burton, Christian, Raymond e Byron sono eccitati per il futuro e per la rinascita dei Fear Factory. "Faremo un piccolo tour in Australia a Febbraio", dice Burton. "Poi, quando uscirà il disco, programmeremo qualcosa negli Stati Uniti. Anni fa i FF proponevano uno stile completamente nuovo, i fan dicevano ‘Wow, interessante! Potete davvero fare tutto questo, non avete limiti!'. Mi eccito ogni volta che ne parlo. Non vedo l'ora di vedere cosa ci aspetta!".
Fonte: http://www.roadrunnerrecords.it/nfo/Artists/FearFactory/BIO.htm